Eccoci qui,
alla fine del mese di luglio, con qualche altra settimana prima delle fatidiche e canoniche due settimane centrali di agosto di ferie!
Io quest’anno farò soltanto giri canonici e tornerò in luoghi conosciuti e del cuore. Non ho un biglietto aereo già pronto ad aspettarmi, per questo si rinvia all’inverno, però voglio comunque parlare di viaggi perché sono una delle cose migliori che ci sia a mio avviso.
In particolare voglio esplorare un campo che ancora non abbiamo toccato, ma che chiunque abbia la sfortuna di stare con un architetto conosce: i viaggi studio. Chiunque abbia frequentato anche solo un appassionato di design sicuramente sarà capitato con lui/lei in Belgio, a Berlino o a Barcellona … e fin qui fa anche piacere … il problema è quando le mete si limano finemente fino ad essere dei veri e propri pellegrinaggi alla volta delle più famose architetture contemporanee.
Quando io studiavo i viaggi di studio erano prevedibili e canonici come le ferie di agosto: il viaggio in Svizzera tra Basilea, Zurigo ed il canton Ticino, un bel road trip tra le ville di Le Corbusier in Francia fino ad arrivare all’Unité d’Habitation di Marsiglia e per i più temerari (e facoltosi) il Brasile di Niemeyer. Mentirei se vi dicessi di non aver provato ad inserire mai qualcuna di queste destinazioni in uno dei miei viaggi.
Tuttavia sono ancora qui e le uniche cose per cui ho tediato i miei compagni di avventura di volta in volta sono il padiglione dell’esposizione universale del 1929 di Mies Van Der Rohe a Barcellona, l’Unité d’Habitation e l’Olympia Stadium di Berlino e il giardino Maiorelle a Marrakech (questo condiviso con un numero incredibile di visitatori ormai).
Se però avessi carta bianca, se potessi partire domani, dove porterei il mio sventurato compagno (apicoltore poveretto)?!? Oggi vi lascio con qualche idea di viaggio architettonico, qualcuno già fatto, altri che prima o poi arriveranno.
GERMANIA – AMBURGO
Una delle città più affascinanti dal punto di vista architettonico dei miei svariati viaggi in Germania è stata Amburgo. Non vi parlo di Berlino perché altrimenti divento monotona, ma garantisco che Amburgo può equivalersi almeno per un viaggio breve. La città conserva un centro storico curato e con qualche preesistenza (cosa più unica che rara in Germania), mentre la Speicherstadt, i magazzini portuali, sono complessi in parte mantenuti nella loro forma originaria, in parte completamente ricostruiti. Una delle architetture più famose qui è la Elbphilarmonie di Herzong & De Meuron.

OLANDA – ROTTERDAM
Molto bella Amsterdam, verissimo, ma l’architetto dirige la sua attenzione proprio qui. Rotterdam è una città particolarissima, completamente ricostruita e stravolta, sembra quasi un parco giochi per chi è abituato a contesti più storicizzati. In essa (o molto molto vicine) si trovano però alcune delle architetture contemporanee più spettacolari: a partire da Piet Blom e dal suo Kubuswoningem del 1984, si arriva fino all’Erasmus Brucke ed alla Kunsthal di OMA ed alle nuovissime creazione di Mvrdv (Markthal del 2014 e Museum Boijmans van Beuningen Depot del 2021).

AUSTRIA – VIENNA
Se si vuole capire l’architettura contemporanea bisogna partire da qui: dalla Palazzina della Secessione, dalle fermate del metro di Otto Wagner e dalla Looshaus proprio dietro al palazzo reale, così stridente nella sua aridità moderna.
A Vienna si possono trovare le architetture che hanno guidato ed indirizzato il cambiamento, ma si trovano anche il MUMOK e le architetture futuristiche di Coop Himmelblau. Senza tralasciare l’espressionismo di Hudertwasser. Successo assicurato, pensate che io ci ho portato i miei che alla fine della giornata si sono sicuramente pentiti di avermi fatto studiare.

DANIMARCA – COPENHAGEN
La capitale danese è diventata recentemente famosissima per le sue panetterie e per l’alta cucina, ma qui si concentra anche una fucina di nuove architetture, tanto che si parla di New Danish Wave. Tra queste il nuovo pop up studio di Snohetta, famosissimi per la nuova Opera Haus di Oslo che si sono trasferiti più a sud dalla Norvegia. Non solo architettura, a nord della città si trova anche il super parco urbano multiculturale di Superkilen (BIG+Topotek1). Diciamo che tra panificazione, piste ciclabili e clima mite potrebbe essere il mio viaggio estivo ideale.

GIAPPONE – LE ARCHITETTURE DI KENGO KUMA
Il Giappone potrebbe essere non solo un viaggio, ma una di quelle mete da cui non tornare. Io purtroppo ancora non sono stata, ma vorrei tantissimo esplorare dal vero le creazioni dei grandi architetti giapponesi: Tadao Ando, Kengo Kuma e SANAA.
Ormai Tokyo è una metropoli ed in quanto tale racchiude anche una miriade di nuovi complessi di famosissime archistar occidentali, ma diciamo che l’attenzione, almeno per un primo viaggio, sarebbe lasciata proprio all’Oriente.

MESSICO – BARRAGAN
Non sono stata attratta dal Sud America per molto tempo, a parte il Brasile appunto, ma recentemente ho letto diverse cose sul Messico e mi piacerebbe moltissimo vedere dal vivo le pitture parietali di Diego Rivera e la casa-studio di Luis Barragan a Città del Messico. Barragan è uno dei miei architetti preferiti e sognare non costa, perciò chissà che un giorno non riesca a vedere i suoi muri perimetrali fucsia dal vivo.

FRANCIA – LENS
Questa è una meta completamente professionale perché qui si trova il Centro di Conservazione del Museo del Louvre. Dopo aver subito diverse inondazioni della Senna, il grande museo francese ha deciso di decentrare completamente alcune sue collezioni e costruire una struttura appositamente pensata per la conservazione. Il centro è visitabile su prenotazione e svolge attività di ricerca e di divulgazione dei mestieri museali e di restauro. Inoltre il Centro sorge a pochissima distanza dal nuovissimo Museo Louvre-Lens, realizzato dallo studio SANAA. Un modo forse più economico di vedere le loro creazioni senza andare in Giappone.

GERMANIA – DESSAU
Non posso che terminare con la mecca di ogni designer e progettista, il luogo laddove il Bauhaus prese forma. Forse il giro lo amplierei un poco rispetto al solo museo del Bauhaus allungandomi ad est verso Dresda o ad Ovest verso le città ricostruite della Ruhr, ma in ogni caso prima o poi, da sola o accompagnata da qualche povero sventurato, affronterò questo viaggio della memoria architettonica e mi riconnetterò con gli avi quasi fossi in Grecia.

L’elenco potrebbe continuare ancora per molto, ma è meglio che io abbandoni i progetti e vada a dormire. Spero di avervi fatto pensare a qualche meta alternativa per l’estate. Voi dove andreste?
Enjoy!
F.T.