Il giro del mondo in 20 pellicole

Eccoci qui,

nel giorno che doveva segnare la fine della nostra quarantena e che invece rimane qui sospeso, come un momento di passaggio.
Non disperiamo comunque! In questi giorni in cui tutti si sentono in dovere di dirci come occupare il nostro tempo, non volevo farvi mancare anche il mio supporto. Devo dire che io la mia quarantena la sto passando con abbastanza agio, sarà la mia indole nerd, ma non vedo molta differenza dalle mie routine asociali dell’adolescenza. Certo è strano vedere le città vuote e non poter incontrare nessuno, non parliamo del lavoro poi, però fino ad ora ho fatto finta di nulla. Cerco di riempire le mie giornate leggendo, guardando film, tingendo tessuti, disegnando e così via … cose che faccio abitualmente insomma, ma generalmente con più stress!

Una cosa che mi manca infinitamente però sono i viaggi. Non tanto in senso fisico, quanto piuttosto in senso lato, in senso di aspettativa. Ciò che più amo al mondo, dopo il teatro e l’architettura, è infatti viaggiare, pensare alle mete da scoprire, organizzare itinerari, prenotare voli ed Airbnb. Non lo posso fare spessissimo, tuttavia nel tempo che mi separa dai due, massimo tre, viaggi annuali che mi concedo, penso continuamente a dove dirigermi poi. E’ per questo che una delle note dolenti della mia quarantena sta proprio nel non vedere al momento una fine a questa stasi, visto che immagino ci vorrà molto tempo prima di poter riadattare il nostro stile di vita a questa nuova condizione. Potrei stare qui a guardarmi foto passate, ma mi deprimerei troppo, perciò per prima cosa ho programmato quattro itinerari per i viaggi futuri, poi ho deciso di schierarmi anche io nella cerchia dei consiglieri del tempo domestico!

Vi sarà capitato nelle ultime settimane di imbattervi in articoli tipo I 10 film che assolutamente non potete perdere in quarantena, le serie tv che aspettavano solo voi, i cult movie sulle piattaforme gratuite e così via … E’ tra tutti questi ragionamenti, presi anche volentieri in alcuni casi, che ho pensato che al momento i nostri unici strumenti per viaggiare sono i libri ed i film. Possiamo effettivamente fare il giro del mondo attraverso la cinematografia? Eccome! Possiamo arrivare dove forse mai arriveremo in vita, ma bisogna essere molto attenti perché come tante volte vi racconto, non tutto quello che sta su una pellicola corrisponde alla verità.

Per quanto riguarda il cosiddetto Production Design, la scenografia cinematografica, ci sono tre grandi categorie di prodotti:
1. I film che vengono girati in luoghi reali e che molto spesso li rendono famosi (ho scritto qualche vecchio articolo in proposito di alcune location cinematografiche, come il sud della Francia e la Scozia)
2. I film che sono girati in set o che hanno una forte post-produzione, quelli di maggiore soddisfazione per gli scenografi (anche in questo caso scrissi uno dei primi articoli “Mondi possibili” sul modo di reinventare la realtà di Wes Anderson)
3. I film che rendono iconiche determinate location, ma ingannandoci, ovvero spacciando un luogo per un altro.

Ovviamente per viaggiare attraverso un film dobbiamo concentrarci perlopiù sulla prima categoria e gli esempi sono davvero migliaia! Pensate a New York, di quante pellicole è protagonista? O Los Angeles? Oppure pensate a luoghi sconosciuti che sono stati resi famosi dai film a cui hanno fatto da sfondo: The Beach con Leonardo Di Caprio ha reso famosa la spiaggia di Koh Phi Phi in Thailandia, Mamma mia! ha reso famosissima l’isola di Skopelos in Grecia, Avatar lo Zhangjiajie National Forest Park in Cina, e potrei veramente continuare per molto. Alcuni film insomma rendono famosi dei luoghi attraverso una storia lì narrata, ma ci sono alcune pellicole che invece mettono al centro il luogo oltre alla storia. Ci sono infatti alcuni film che non potremmo immaginare altrove e principalmente ciò avviene perché la narrazione di quella determinata città o di quel determinato ambiente entra nella cifra stilistica del regista. In questo è maestro in mio amato Wim Wenders, e vi chiedo già scusa perché sarà citato moltissime volte in questo articolo, ma con lui anche altri registi hanno avuto periodi particolari di narrazione di un luogo.

Ho deciso perciò di selezionare 20 dei miei film preferiti, con il criterio di vederli non solo per la storia, ma anche per scoprire l’ambiente in cui si sviluppano. Partiamo dunque, che come al solito mi sono già dilungata! Cercherò di essere molto breve nella loro descrizione per lasciare a voi il piacere della scoperta. Se qualcosa vi interessa particolarmente scrivetemi e vi prometto che scriverò un articolo apposito nei prossimi giorni!

1. GRECIA – Mediterraneo di Gabriele Salvatores, 1991
Mediterraneo è un film meraviglioso, infinitamente poetico come tutti i film di Salvatores. E’ liberamente tratto dal romanzo Sagapò di Renzo Biasion ed è ambientato in una piccola isola dell’Egeo nel giugno del 1941. La storia vede protagonisti otto militari italiani che hanno l’obbligo di stabilire un presidio sull’isola, che inizialmente sembra deserta, mentre pian piano emanerà tutto il fascino del Mediterraneo appunto.
La location del film è Kastellorizo (in greco) o Megisti (in turco), una piccola isola all’estremità orientale del territorio greco, praticamente di fronte alle coste turche. Non sono mai stata a Kastellorizo, ma sono stata due volte alle Cicladi e vi posso assicurare che le isole più piccole e meno turistiche emanano proprio quest’atmosfera di tradizione ed armonia che si evidenzia anche nel film.

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2. ITALIA – La grande bellezza di Paolo Sorrentino, 2013
Sono moltissimi i film ambientati a Roma, ma tra tutti questo riesce a rivelare la sua anima dissoluta e potente. Roma è la città della Chiesa, ma anche quella del potere, sempre storicamente dibattuta tra potere temporale e spirituale, la sua ambizione l’ha portata a corrompersi, ma l’ha anche resa unica ed eterna. L’occhio assolutamente esteta di Sorrentino coglie il protagonista, Jep Gambardella, nel suo vagare, tra i vicoli ed i party mondani, raccontando impietoso i contrasti di una città mangiata dal potere.
Il film, che si apre proprio con una citazione di viaggio (tratta da Viaggio al termine della notte di Céline) “Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco la sua forza. Va dalla vita alla morte.”, è una lunga sequenza di immagini meravigliose e perfette, giustapposte nella luce, nei colori, negli accostamenti. Tra le location toccate anche il Tempietto di S.Pietro in Montorio, solitamente non visitabile, capolavoro del Bramante che per me, per tantissimi anni ha rappresentato la Roma rinascimentale più di tante altre architetture più conosciute.

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3. ITALIA – Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo, 2010
Devo ammettere di non essere mai stata in Basilicata, perciò non sono esattamente nella posizione per dirvi di aspettarvi esattamente ciò che vedete nel film in caso di viaggio. Tuttavia la produzione del film, che è stato poi un successo, è stata interamente finanziata dalla Regione Basilicata attraverso un fondo europeo di sviluppo ed ha rappresentato una fantastica eccezione ai blockbusters iperfinanziati.
Il film è stato girato nei comuni lucani di Maratea, Trecchina, Lauria, Tramutola, Spinoso (Lago di Pietra del Pertusillo), Aliano, Scanzano Jonico e nella città fantasma di Craco e rappresenta il debutto alla regia di Rocco Papaleo che mette insieme i tipici personaggi da film italiano in modo trasognato ed ironico. La storia, naturalmente, racconta di un viaggio e ci fa assaporare tutti i paesaggi coinvolti.

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4. ITALIA – Palermo shooting di Wim Wenders, 2008
Ultimo stop nella nostra penisola per il primo dei film di Wim Wenders da presentare. Vi ho già detto di quanto il lavoro di Wenders come regista e come narratore sia legato alla poetica dei luoghi. Oltre che regista Wenders è fotografo, passione che condivide con la moglie e che li ha portati a realizzare varie esposizioni ed un libro, splendido, intitolato Una volta, spiegato così dalle sue parole “Ogni fotografia, ogni “una volta” nel tempo,
è anche l’inizio di una storia che comincia con “C’era una volta…”.
La pubblicazione è piena di immagini scattate dal regista, a cui lui stesso associa appunto una storia. E’ un testo bellissimo per capire il suo cinema, per comprendere come ad ogni scatto si associ un racconto ed un insieme di scatti altri non è che una scena. Per questo ogni film di Wenders non solo è una storia, una vicenda, ma è anche un racconto per immagini che coinvolge il luogo e la società che ne prende parte.
Wenders ha lavorato due volte in Italia con dei lungometraggi: nel 1995 con Michelangelo Antonioni in Al di là delle nuvole, dove due delle quattro storie sono ambientate nel nostro paese (a Ferrara e a Portofino) e nel 2008 con Palermo Shooting. Anche questo film è nato dall’idea di un professionista locale che aveva pensato a Wenders per un film sulla sua città ed è stato in parte finanziato con fondi europei.
Il protagonista è il solito artista in crisi esistenziale, in questo caso Finn fotografo berlinese di grande successo, ma dalla vita disordinata e frenetica, che decide di abbandonare tutto e trasferirsi a Palermo. Qui si lascerà trasportare dalla scoperta di questa città affascinante e da diversi incontri fortuiti per riconsiderare la sua visione della vita. Come in tutti i film di Wenders la musica è quasi un ulteriore personaggio, poi non vi dico altro e vi prometto che nei prossimi suoi film sarò più breve!

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5. PORTOGALLO – Lo stato delle cose di Wim Wenders, 1982
Da un paese mediterraneo all’altro, passiamo al Portogallo restando con Wim. Lisbona è una delle mie città preferite in assoluto e questo film che la racconta (e che ha anche un seguito in Lisbon Stories) non può far altro che affascinarmi. Come sempre la città fa da sfondo ad una crisi esistenziale, questa volta di un regista, che si trova a Lisbona per girare un film di fantascienza, ma il cui lavoro viene bloccato dall’improvvisa mancanza di fondi a Los Angeles. Qui l’assenza di una storia diviene narrazione di una quotidianità lenta e fiacca, tipica dei romanzi di Pessoa e di altri grandi autori portoghesi. L’atmosfera del luogo contagia tutta la troupe, impossibilitata a proseguire, finchè Frizt, il regista (naturalmente tedesco), non decide di recarsi a Los Angeles.

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6. REGNO UNITO – Match Point di Woody Allen, 2005
Dal Portogallo passiamo al Regno Unito ed a Woody Allen, che dopo aver tanto raccontato la sua New York, decide di spostarsi a Londra. In realtà questo è il primo di altri film, che vedremo, che raccontano le grandi capitali europee attraverso storie che ne rappresentano tradizioni e stereotipi. In ordine temporale si parte proprio da Match Point, dove ad emergere è la società classista e posh londinese. Le location coinvolte ruotano tutte infatti nella zona di Kensington e Chelsea, tra negozi Cartier e Ralph Lauren, oltre che serate nei più famosi teatri londinesi tra Covent Garden e Royal Court. Nola, l’attrazione fatale di Chris, abita proprio vicino alla casa di Sherlock Holmes e questo già dovrebbe anticiparvi che si tratta di un thriller che la città accoglie perfettamente.

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7. SPAGNA – Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen, 2008
Continuiamo cronologicamente con Woody perchè penso che questa serie fortuna sulle città gli sia venuta particolarmente bene. Sono occhi forse troppo americani e sognanti sulle città europee, ma riescono a farle brillare sullo schermo. In Vicky Cristina Barcelona ci spostiamo appunto a Barcellona con due amiche, Vicky e Cristina, che iniziano una vacanza che non si svolgerà affatto secondo le aspettative. Qui sarà l’imprevisto dettato dalla passione a far scattare i meccanismi narrativi e chi meglio di Javier Bardem, nella forma dell’artista, può far scatenare i bollori?!?
Della città, proprio per questo, viene mostrata soprattutto l’arte colorata e multiforme, partendo dal murales di Mirò al terminal 2 dell’aeroporto, fino alla ricchissima rete di edifici di Antonì Gaudi, architetto indiscusso del modermismo catalano. Bellissime le sequenze sui tetti di casa Milà, o nel parco Guell, ma anche nei vari musei, o alla Fundació Antoni Tàpies dove incontriamo per la prima volta Juan Antonio che Dio lo benedica! Il set si sposta poi per un weekend ad Oviedo, in occasione di una gita dei protagonisti, ed in particolare nel paese appena più a nord di Avilés dalle location meravigliose.
Lasciarsi trasportare nei vicoli del Barrì Gotic da Scarlett Johansson e Penelope Cruz potrebbe essere un’esperienza entusiasmante anche per i maschietti comunque. In particolare, uno dei vicoli ritratti è Carrer dels Mirallers, che si trova vicino alla Cattedrale di Santa Maria del Mar, una delle chiese più belle di Barcellona a mio avviso.

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8. FRANCIA – Midnight in Paris di Woody Allen, 2011
Concludo la trilogia con questa favola romantica che contempla tutti gli aspetti più pittoreschi e trasognati di Parigi. From Roma with love non può competere e per Roma abbiamo già un altro capolavoro, ma su Parigi Woody non fallisce. Più che la location, qui è la storia che emana tutto il fascino della città degli innamorati, ritornando indietro nel tempo come per un incantesimo notturno. La cultura artistica e letteraria parigina inonda la pellicola e la città risponde con le sue carte migliori: la Senna, Notre Dame, Montmartre, la famosissima libreria Shakespeare & Co.
Anche questo film è consigliato vivamente, mentre se volete ritrovare l’itinerario delle troupe nei vari film, vi basterà cliccare sul sito woodyallenpages e ritroverete tutte le location dei vari film, ristoranti e bistrò compresi!

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9. REGNO UNITO – Trainspotting di Dabby Boyle, 1996
Torniamo in UK, ma cambiamo decisamente registro con un film cult degli anni ’90. Siamo ad Edimburgo, in Scozia, e la storia è quella di Rent Boy e dei suoi amici. Una storia fatta di corse, di urla, di bevute, di reazioni esasperate, che raccontano in modo frenetico ed allucinato una città altrimenti molto tranquilla. Vi ho già raccontato delle location del film nell’articolo Un’ombra in cammino perciò non vi annoio oltre e proseguo!

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10. GERMANIA – Il cielo sopra Berlino di Wim Wendes, 1987
Prima di abbandonare l’Europa facciamo un salto nella mia amata Germania, patria di Wim. Questo film è uno dei suoi classici, è poetico e toccante nel raccontare la rassegnazione di una città divisa dal muro. Lo spazio urbano mostrato è pieno di vuoti, buchi lasciati dai bombardamenti e non ancora occupati, vuoti ampi quanto i silenzi del pensiero, quelli che leggono i protagonisti della pellicola, gli angeli sulla città.
Questo film non racconta la Berlino di oggi, ma può portare indietro chi non l’ha conosciuta in questo modo. Io sono stata a Berlino per la prima volta soltanto nel 2003, ma devo ammettere che ancora un poco di quella rarefazione era presente e mi ha fatto perdutamente innamorare di una città che non c’è più.

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11. GERMANIA – Lola corre di Tom Tykwer, 1998
Dire che la Berlino di oggi sia rappresentata da Tom Tykwer è un po’ azzardato, perché Berlino cambia in continuazione, quasi di anno in anno. La sua rigenerazione urbana non ha pietà di nulla, nessuna zona è omessa, però sicuramente l’atmosfera elettrica ed ansiogena del film di Tykwer ce la mostra in una luce completamente diversa rispetto a quella di Wenders.
Lola è una ragazza berlinese che scopre di dover salvare in soli 20 minuti il suo ragazzo da un capo criminale. Così inizia a correre e la città che vediamo viene mostrata di sfuggita seguendo il suo percorso. Sono soprattutto il quartiere di Mitte e l’Oberbaum Bruecke, bellissimo ponte storico che collega Kreuzberg a Friedrichshain, ad essere mostrati. Potete comunque trovare tutte le location sulla pagina Wikipedia del film, dal momento che fu girato a bassissimo costo ed è rimasta traccia di ogni scena.

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12. USA – I guerrieri della notte di Walter Hill, 1979
Si possono trovare infiniti film su New York, ma soltanto i guerrieri della notte raccontano la città dal Bronx a Coney Island in una sola notte. Questo lungo viaggio tra i quartieri e le rispettive gang della città è avvincente, non solo per le location, tutte rigorosamente notturne, ma anche per i costumi dei rispettivi gruppi.
I reali luoghi in cui fu girato il film, non rispettano completamente la storia, il parco del meeting iniziale tra le band, ad esempio, non è nel Bronx, ma nel Riverside Park, oppure il bagno del famoso scontro in metropolitana fu interamente ricostruito negli studi di Asoria, Queens perché poi interamente distrutto nelle riprese. Pensate che la troupe dovette girare ogni notte dal tramonto all’alba e che vennero assunti alcuni microcriminali per proteggere il set dalle vere gang di passaggio. Rimane un cult!

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13. ALASKA – Into the wild di Sean Penn, 2007
Into the wild è un film bellissimo tratto da una storia vera. Racconta uno spirito anticonformista che prende sempre più coscienza di sè con un viaggio in solitaria. Sean Penn attraversa location sconfinate e pazzesche e sa raccontare l’infinito sconfinare degli occhi nelle grandi terre del nuovo mondo. E’ bellissimo, toccante e delicato … comunque alla fine sicuramente una lacrimuccia vi scenderà.

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14. ASIA – Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, 1979
Sempre del ’79 è un capolavoro della cinematografia. Apocalypse Now pare abbia dato parecchi problemi alla troupe che ad un certo punto cominciò a diffidare della riuscita della pellicola per tutte le sfortune che aveva attirato.
Questo è uno di quei film che hanno reso iconici luoghi che non rappresentano la realtà, perciò non dovrei inserirlo in lista. Lo faccio perché direttore della fotografia è Storaro ed il viaggio della narrazione con lui assume un’estetica altissima che inevitabilmente racconta il luogo in modo artistico. La trama prevede una rivisitazione del capolavoro di Conrad Cuore di tenebra durante la Guerra del Vietnam, perciò dovremmo essere in Vietnam, tuttavia le riprese furono girate nelle Filippine, sul fiume Pasangjan.  I rapporti della troupe con il governo tuttavia furono molto difficili a causa del dittatore locale Ferdinand Marcos al governo. Gli aerei utilizzati dovettero essere affittati dall’aviazione filippina, che utilizzava aerei statunitensi realmente, nella guerra civile che era in corso con i ribelli musulmani durante le riprese, per colpire i guerriglieri.
La famosissima scena degli elicotteri che arrivano sulle note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner si svolse nella baia di Baler, nell’isola di Luzon e per girare 2 minuti di film ci vollero nella realtà 16 ore.
Nel 1976 poi, un tifone distrusse tutti i set allestiti e le povere maestranze dovettero ricominciare da zero nella stagione delle piogge. Insomma…fortunatamente dei riconoscimenti li ha avuti, altrimenti credo ci sarebbe stata un’ulteriore sommossa tecnica!

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15. BHUTAN – Piccolo Budda di Bernardo Bertoucci, 1993
Altro film di Storaro ed altra fotografia meravigliosa, ambientata nel monastero di Paro. La storia è spirituale e delicata, Bertolucci è un grande regista e io non devo aggiungere molto. Sicuramente i paesaggi sono sublimi ed il Bhutan è tra le destinazioni a minor impatto ambientale del pianeta. Inserito per questo motivo nel Best in Travel di Lonely Planet per il 2020 (ahimè … ce lo teniamo per il 2021) è un paese spirituale che preserva tradizioni ed abitudini con una tassa altissima sul turismo, di modo che effettivamente vada chi davvero è interessato (o chi può).
Forse per questo è ancora poco scoperto, noi intanto possiamo godercelo tramite pellicola!

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16. GIAPPONE – Lost in Translation di Sofia Coppola, 2003
Restiamo in estremo oriente arrivando fino in Giappone. Io adoro Sofia Coppola, adoro il suo sguardo femminile ed acuto, adoro le sue storie ed adoro il Giappone. Questo film è famosissimo, ha ricevuto un grande successo perciò sicuramente lo conoscete a dovere. Qui ci viene mostrata una Tokyo notturna piena di luci, da cui in realtà i due protagonisti cercano di fuggire rifugiandosi nel bar sempre aperto del lussuoso albergo in cui alloggiano.
Nella modernità di Tokyo, l’amore riesce a nascere attraverso il dialogo e l’ascolto, nella più tradizionale delle sue forme hollywoodiane.

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17. NUOVA ZELANDA – Lezioni di piano di Jane Campion, 1993
Evidentemente ricorrono buona annate anche per i film! Qui torniamo al 1993, con Lezioni di Piano film meraviglioso che ha una colonna sonora fantastica di Michael Nyman. La storia è quella di un matrimonio per corrispondenza e di un viaggio che parte dalla Scozia per arrivare nei nuovi mondi, dove Ada McGrath troverà un ricco possidente terriero che l’aspetta. Lei è muta, ma suona divinamente il pianoforte e comunica soltanto con la figlia, attraverso la lingua dei segni, oltre che con le note.
La storia si svilupperà attraverso la conoscenza del luogo e dei suoni indigeni, nonché attraverso l’amicizia con un altro uomo inglese che viene considerato un selvaggio in quanto vive con i nativi.
Non vi dico altro, se non che non si tratta di un film romantico e classico come potrebbe sembrare dagli indizi.
La location è pazzesca, minacciosa e cupa, ma anche misteriosa, rappresentante di un mondo nuovo sconosciuto. La famosissima spiaggia che viene ritratta sia in copertina che nel film è quella di Karekare, ad Auckland, una delle più belle della cinematografia.

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18. NUOVA ZELANDA/INDIA – Lion la strada verso casa di Garth Davis, 2016
Questo film è stupendo, meraviglioso, toccante ed è tratto da una storia vera perciò piangerete più del dovuto. La storia  quella di un ragazzo indiano, adottato da una famiglia neozelandese, che più o meno ventenne decide di partire in un viaggio a ritroso nei suoi ricordi per ritrovare la sua casa.
Il viaggio è un viaggio nel tempo, oltre che fisico, attraverso quello che la mente ha trattenuto, e per partire, Saroo, il nostro protagonista, deve combattere l’agio e la ricchezza che poi la vita gli ha donato, nella forma della sua nuova famiglia. Vediamo perciò due scenari nel film, quello di una Nuova Zelanda, ampia, selvaggia, ma conosciuta e amica, e quello di un’India sognata, ovattata dal ricordo e persa su di un binario scomparso, da ricollocare.
Le location sono in realtà Melbourne ed Hobart, dunque l’Australia, non la Nuova Zelanda, da un lato e Calcutta dall’altro. La fotografia è stupenda, come la storia.

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19. CUBA – Buena Vista Social Club di Wim Wenders, 1999
Torniamo a Wim con un documentario che racconta Cuba attraverso la sua musica. Chi non conosce i Buena Vista Social Club? Io amo la musica e vorrei tanto visitare Cuba, perciò con me Wim cade sempre in piedi!

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20. SUD DEL MONDO – Il sale della terra di Wim Wender, 2014
Come nel caso precedente, Wenders sa avvalersi di collaborazioni preziose. Un altro documentario da lui girato ha coinvolto infatti Sebastiao Salgado ed il figlio Juliano Ribeiro. Salgado è uno dei più grandi fotografi esistenti. I suoi bianco e nero imprimono su pellicola le radici della nostra esistenza, sia a livello ambientale che antropologico. Ho tenuto apposta questo capolavoro per ultimo perché potrebbe rappresentare una sintesi di tutti i viaggi precedenti, così come dell’umanità tutta. Salgado si racconta infatti davanti alla telecamera, lo fa nella sua dimensione di viaggiatore e reporter e lo fa attraverso le sue immagini, imponenti, estatiche, magnifiche nella loro forza. Gli scatti vanno alle radici dell’umanità e rappresentano principalmente Africa, America Latina, Oceania ed Antartide. La natura prende corpo attraverso le immagini, mentre i ritratti danno voce agli indigeni ed ai lavoratori incontrati da Salgado e Wenders.
Un capolavoro assoluto da cui potete scegliere di finire o iniziare (a vostro rischio e pericolo).

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Dopo questa lunghissima carrellata non mi resta che augurarvi buona visione!

Enjoy,

F.T.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 pensieri su “Il giro del mondo in 20 pellicole

    1. Ciao wwaynw, guarda non sono un’esperta di cinema, mi rapporto spesso a pellicole che mi colpiscono per scenografia e costumi 🙂
      To Roma with love non mi dispiace, ma come scrivevo lo trovo il meno riuscito tra i film “esteri” per così dire di Woody Allen. E’ sicuramente piacevole e divertente, ma non è tra i miei preferiti. Forse si apprezzano di più da stranieri chissà ahah.
      Grazie per il tuo commento!

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