Il costume più bello

Eccoci qui,

ad una settimana esatta dal martedì grasso, vicinissimi all’ultimo di Carnevale. Forse i primissimi avventori di questo blog ricorderanno che proprio nell’anno in cui ho iniziato a scrivere era uscito un articolo sullo spettacolare carnevale di Colonia. Tradizione che non conoscevo, ma che ho scoperto in Erasmus e che ormai sa di ricordo familiare.

Non che io sia un grandissima appassionata di Carnevale, non sono mai stata a Venezia in questo periodo ad esempio, ma neppure a Viareggio o a Castelnuovo Sotto … che è ben più vicino per me. Tuttavia la cosa che mi ha sempre affascinato è il travestimento. La preparazione con cura dei costumi, il trucco, le parate di persone che altrimenti non si vedrebbero affatto in quelle vesti. Vedere cosa ognuno sceglie di indossare, come caratterizza la sua persona o i suoi gusti.

La maggior parte delle volte, nella scelta, si ricade su costumi tradizionali e folkloristici oppure su personaggi del cinema. Film che ci sono piaciuti particolarmente o che sono stati in grado di creare un immaginario ormai conosciuto. Su quest’onda emotiva, mi sono chiesta: da cosa o da chi mi vestirei oggi se dovessi farlo senza limiti.

Ormai tutti conoscete su questa pagina il mio amore per i colori pastello di Wes Anderson o le composizioni meravigliose di Alexander McQueen, ma se dovessi scegliere un costume da ricreare andrei probabilmente per un grande classico italiano:
L’armata Brancaleone.

Sicuramente in tantissimi conoscete questa commedia spassosissima di Mario Monicelli che rappresenta un unicum ed una pietra miliare nel cinema italiano. Film del 1966 con nomi quali Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Gian Maria Volonté, Enrico Maria Salerno e così via, fu presentato addirittura al Festival di Cannes. Io personalmente l’ho sempre trovato geniale, questa armata sgangherata, compostasi per caso, che parte per un avventura già di per sé fallimentare esplorando un medioevo fiabesco ed immaginario. I primi a riunirsi sono tre popolani che si radunano per andare alla ricerca di una terra, promessa da una carta rubata ad un cavaliere in battaglia. Proprio per poter godere di questa conquista necessitano di un cavaliere vivo che si presenta poco dopo come Brancaleone da Norcia a rappresentare tutti i valori dell’ordine cavalleresco. Ben presto si intuisce che più che prode, Brancaleone è ottusamente legato a principi che lo porteranno sempre e soltanto ad imprese palesemente avverse.

In queste peripezie, quello che si nota con più interesse, almeno ai miei occhi, sono dei costumi stupendi che ricalcano un Medioevo appunto immaginario. Si parte da tessuti verosimili per costruire vere e proprie architetture che ornano i personaggi in modo ancora più grottesco. Nulla è lasciato al caso ed il risultato è assolutamente avveniristico per l’epoca. Queste creazioni stupende sono di Pietro Gherardi, costumista del film, così come di molti altri film di Monicelli e Fellini soprattutto.

Gherardi, guarda un po’, è architetto, dopo aver esercitato per un poco il mestiere, si dedica però alla scenografia prima ed a costumi ed art direction poi. Candidato sei volte al premio Oscar, lo vinse soltanto per 8 e 1/2 e La dolce vita. Gli anni ’60/’70 sono stati sicuramente un periodo d’oro per il cinema italiano, ma quello che mi ha colpito di più sono la fantasia e l’audacia di questi costumi. Impalcature meravigliose e precarie come la serenità dei personaggi che li indossano, si ritrovano pattern geometrici e contemporanei, scollature audaci ed estrema creatività.

Tra le moltissime produzioni di Gherardi ci sono anche i famosissimi Caroselli televisivi e le interpretazioni televisive di Mina. Non è un caso credo, che tra le moke da caffè ed i faccioni di Verdi, Puccini e Rossini, Matilda De Angelis alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, vestisse un abito molto simile proprio ad uno di quelli pensati da Gherardi per Mina.

Forse non sono stata solo io a sbirciare i costumi di Gherardi e sicuramente troverete anche voi qualcosa che vi attrae se guardate uno dei suoi tantissimi film.
Io al momento non posso che consigliarvi di rivedere l’Armata Brancaleone perché è un grande classico da rispolverare.

Enjoy!

F.T.

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