LA MODA PASSA, LO STILE RESTA?

Eccoci qui

in una settimana di ponte per quanto mi riguarda, perché il 24 di Novembre è S.Prospero, patrono di Reggio Emilia, ed io ho goduto di un bel fine settimana lungo. Fortunella direte voi … sì decisamente, anche se ho compreso un grande assunto dell’età adulta: i ponti servono per avere il tempo di stirare, o pulire, o sistemare vedete voi. Io personalmente sono già due ponti che stiro le tre lavatrici accumulate precedentemente.

Scoperta questa grande verità, ho comunque trovato il tempo per pubblicare un nuovo articolo, per riprendere le buone abitudini. In questi giorni nel mondo della moda è successo un po’ di tutto, in modo ancora inspiegato pare. Io non sono un’esperta, ma mi piace molto seguirne le vicende e tra queste troviamo le dimissioni di Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci.
Della casa di moda fiorentina ultimamente si è parlato moltissimo, in primis per l’esaurimento della pena di Patrizia Reggiani, che guarda caso è concisa con l’uscita del colossal hollywoodiano sulla sua vicenda, in cui veniva interpretata niente meno che la Lady Gaga.

Gucci è un marchio storico italiano, ha negozi sparsi per il modo e diversi musei/spazi creativi monomarca sul territorio italiano. La creatività ha sempre contraddistinto la casa di moda ed in un certo senso anche la provocazione e l’essere sopra le righe, involontariamente o volontariamente. Ad ogni modo, non ci è dato sapere ad ora quali siano le ragioni del ritiro del direttore creativo, di certo però i milanesi e gli appassionati di moda e design si interrogano su una cosa in particolare: cosa ne sarà del Gucci Art Wall?

Gucci Art Wall – fonte Urbanfile

Se non lo conoscete, sto parlando di una facciata cieca tra Porta Garibaldi e Moscova (Largo La Foppa per esattezza), che dal 2017 è stato “vestito” da Gucci per volontà proprio di Alessandro Michele. Tutto iniziò 5 anni fa appunto, con la scoperta su Instagram da parte dell’allora direttore creativo dell’artista inglese Angelica Hicks. I suoi disegni spiritosi e colorati, furono utilizzati per rivestire diverse pareti (oltre a quella di Milano, anche a New York un muro in Lafayette Street, a Soho, strada di moda ed influencers per eccellenza). L’operazione è stata promossa in quel caso per promuovere il lancio di undici T-shirt della marca con i disegni della Hicks, ma ben presto da puro strumento di markentig si è trasformato in vera e propria operazione di arte urbana pubblica.

Ho parlato altre volte di arte urbana pubblica, ovvero quelle forme di riqualificazione e valorizzazione di spazi interstiziali, spesso in disuso, che vengono utilizzati, spesso su commissione, da artisti per realizzare opere perfettamente fruibili in modo gratuito e quasi casuale. Sono moltissimi i vantaggi dell’arte pubblica sulla comunità. A volte sono condivisi e scelti da chi abita il luogo, altre volte nascono come operazioni di marketing territoriale, come in questo caso, e si trasformano ben presto in consuetudine.
L’operazione portata avanti con la Hicks ha infatti riscosso un grande successo nell’area e sono ormai 5 anni che la facciata non è più rimasta cieca, bensì è stata “vestita” di volta in volta da artisti universalmente riconosciuti, come Maurizio Cattelan, da messaggi accuratamente scelti per lanciare segni di uguaglianza di genere (come l’art wall del 2019) o di bellezza al di là dei canoni estetici, ed infine da personaggi famosissimi tra cui Harry Styles o i Maneskin.

Il direttore creativo insomma ha abilmente sfruttato una situazione urbana e parecchio instagrammabile per veicolare messaggi di volta in volta pubblicitari ed espliciti su determinate posizioni. Ora che la sua era è finita, cosa ne sarà del Gucci Art Wall?
Sarà abilmente mantenuta questa tradizione di vestire una facciata che è diventata ormai un simbolo della zona a cui appartiene, oppure verrà dismessa questa abitudine?

“La moda passa, lo stile resta” diceva Coco Chanel, a noi non resta che aspettare e constatare che anche quando non ci sentiamo minimamente toccati dal questioni di questo tipo, molto spesso sono loro a venirci a cercare con gli strumenti più vari.

Enjoy!

F.T.

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