Le scarpe di Rosie

Eccoci qui,

in una calda sera d’estate. Siete già in vacanza? Io questa sera ho inviato gli ultimi disegni prima di una settimana di pausa. Non è molto forse per alcuni, ma meglio che il lavoro ci sia tutto sommato, visto il periodo da cui veniamo.

I miei programmi estivi non sono tanti in realtà, ma è da un po’ di tempo che volevo parlarvi di un film visto durante la quarantena, uno degli innumerevoli, e che ho deciso di prorvi ora perché in programma in diverse arene estive per fortuna. Purtroppo è passato un po’ in sordina all’uscita nelle sale, me è una vera chicca da non perdere.
Per i miei follower reggiani ad esempio sarà proprio domenica sera all’arena estiva Stalloni (cinema meraviglioso peraltro), in generale comunque cercatelo nelle rassegne estive o noleggiatelo sul web come ho fatto io.

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Si tratta di Jojo Rabbit, film davvero bellissimo! Il regista, Taika Waikiki, neozelandese, si è ispirato alla commedia Il cielo in gabbia della compatriota Christine Leunens, ed  riuscito a produrre un racconto tenero e toccante. E’ come vedere una specie de La vita è bella meno romantico-sognante e più ironica, un’ironia assolutamente delicata che fa molto molto pensare. La storia è quella di un bambino dedito al nazismo, che farebbe di tutto per incontrare il Fuehrer (interpretato dallo stesso Waikiki), peraltro già suo amico immaginario che lo consiglia in ogni sua azione. Ben presto scoprirà che il nemico può nascondersi ovunque, anche in casa, anche nelle persone per noi più vicine e fidate e sarà costretto a rivedere le sue posizione a causa di uno sfarfallio affettuoso nella pancia!

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Lo so che penserete ma che ne sanno due neozelandesi del nazismo … ma la commedia è assolutamente godibile, senza per questo essere banale o superficiale, al contrario il film vi farà assolutamente commuovere … sì anche io ho ceduto in questo caso.
Tuttavia ve lo consiglio anche per motivi più tecnici. Spesso per me è molto difficile riuscire a spiegare quanto un costume o una scenografia possano dare ad un personaggio o all’interno film. Io credo che Jojo Rabbit sia una di quelle produzioni in cui i costumi fanno i personaggi. Se vedrete il film, capirete perché non posso parlarvi nello specifico della questione, altrimenti vi anticiperei sviluppi importanti della trama … fidatevi! Certo non è né il primo né l’ultimo caso della cinematografia ad avere queste caratteristiche … quanti film hanno fatto storia per i loro costumi: le scarpette rosse di Doroty, il tubino nero e gli occhialoni di Audrey Hepburn, il completo gessato del Padrino, l’ombrello parlante di Mary Poppins, le giarrettiere di Moulin Rouge. Costumi che non solo rimandano al film, ma a delle categorie sociali vere e proprie. Il cinema d’altronde ha sempre accompagnato le mode, le ha fatte nascere, ha istillato desideri, ha creato sogni. E’ stato a sua volte forma d’arte sì, ma anche veicolo commerciale per eccellenza. A volte però ha semplicemente creato familiarità con alcuni oggetti che sono diventati caratteristici del film o dei personaggi e che ce li rimandano nel nostro personale immaginario.

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In Jojo Rabbit succede proprio questo, e a conferma di ciò vi è anche la nomination all’oscar della costumista Mayes Rybeo, prima latina del suo settore ad essere candidata dall’Academy. Se da un lato la scenografia è di un realismo enfatizzato e fiabesco che ci fa pensare al contempo ad un periodo passato e ad una narrazione in un luogo mai esistito nella realtà, i costumi sono invece estremamente curati e quotidiani, tanto che riusciamo a capire i personaggi da un solo accessorio o dallo stile. E questo accessorio fa la storia del film, ne permette di sviluppare la trama senza dire parola.

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Ogni personaggio inoltre è accompagnato da un’evoluzione nei suoi costumi, dalle uniformi dei piccoli soldati che diventano di cartone nel momento in cui la guerra sta finendo (male), ai vestiti sporchi che vengono puliti quando si vede la luce della salvezza per chi tenta di “redimersi”. Nonostante la forza principale sia la trama ed il cast di attori, tutti bravissimi anche i più giovani, la cura di costumi ed accessori è davvero straordinaria ed è in grado di sviluppare il carattere dei personaggi che diventano quasi conoscenti per lo spettatore, che inevitabilmente si affeziona alla loro storia.
Lo stile di Rosie dovrebbe diventare quello di ogni donna coraggiosa ed indipendente, che sogna un avvenire migliore per lei e per gli altri.

Missione dell’estate perciò cercare Jojo Rabbit, con una Scarlett Johansson straordinaria peraltro, e vederlo sotto le stelle con fazzoletti a portata di mano!

Vi auguro una serena estate …

Enjoy!

F.T.

 

4 pensieri su “Le scarpe di Rosie

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