A TE E FAMIGLIA

Eccoci qui,

inebriati dall’atmosfera natalizia, dai calendari dell’avvento e dalle luci improbabili che ci circondano. Spero stiate bene. Prima di apprestarmi a quelli che effettivamente saranno gli ultimi giorni lavorativi dell’anno, non potevo esimermi da un ultimo articolo per auguri e consigli.

Non so se sia così anche per voi, ma per me le vacanze natalizie rappresentano ormai il momento in cui cerco di recuperare tutte le mostre autunnali perse durante l’anno. Un po’ come il piano quinquennale di Stalin che si proponeva di recuperare in cinque anni il gap con le economie moderne. La missione più o meno è questa, anche se la mia risulta spesso ancor più fallimentare.

Visto però che quest’anno siamo graziati dal calendario ed avremo un sacco di ponti, ho pensato di lasciarvi qualche consiglio per le mostre che sono in zona, alcune già visitate, altre che vorrei andare a vedere.

MARGARETH BOURKE – WHITE. L’OPERA 1930 – 1960
Chiostri di S. Pietro, Reggio Emilia

Non posso far altro che partire con la nostra bellissima mostra!!! Curata da Monica Poggi per CAMERA, la mostra è stata esposta a Torino nel 2024. L’abbiamo portata a Reggio ed inaugurata ai Chiostri in Ottobre e durerà fino all’8 Febbraio 2026, con una leggera selezione delle opere e l’aggiunta di alcune riproduzioni nella sezione della Seconda Guerra Mondiale, scattata da Bourke – White sull’Appennino Tosco Emiliano. Cosa posso dirvi? Bourke – White è stata una famosissima fotografa americana che ha lavorato dagli anni ’30 alla fine dei ’50. V.I.P. sul serio, vestiva elegante e raffinata pur lavorando in ambienti a predominanza maschile, era riconosciuta per strada ed è stata anticipatrice in moltissimi campi. Noi non capiamo perché ancora non sia stata scritta una serie su di lei … ma ci stiamo lavorando.
Sono sue alcune delle fotografie che oggi consideriamo storiche, che riguardano il progresso degli Stati Uniti (che diventano vera e propria potenza mondiale in quegli anni), l’Unione Sovietica, la guerra in Europa, la rivoluzione gentile di Gandhi, l’apartheid in Sud Africa. La sua carriera professionale non può esimersi dalla sua vita personale e se ancora non conoscete la sua storia, è un vero peccato.

LOOKING FOR PALESTINE. Forensic Architecture
Sottospazio di Palazzo Bentivoglio, Bologna

Forensic Architecture è un collettivo che lavora in Gran Bretagna (nasce in seno alla Goldsmiths University di Londra) e che indaga in modo multidisciplinare, attraverso strumenti architettonici e tecnologici, le violazioni dei diritti umani contemporanee. La mostra presente a Bologna fa parte del Festival Fotoindustria, che è già terminato, ma nello specifico questa esposizione durerà fino all’11 Gennaio 2026. Vi consiglio di vederla, nonostante si esca con un magone non indifferente. E’ una ricerca molto dettagliata che indaga un eccidio compiuto nel 1948 ai danni di un villaggio palestinese da parte degli israeliani, ricostruendo la vicenda attraverso i ricordi degli unici due sopravvissuti e lo collega agli avvenimenti attuali.

MOIRA RICCI. QUARTA CASA
MAMbo, Bologna

Altra mostra appartenente a Fotoindustria e prorogata fino all’11 Gennaio 2025. Moira Ricci è una fotografa e performer nata in Maremma e formatasi a Milano. Il MAMbo ospita una delle antologiche più complete fino ad ora dell’artista italiana con diversi progetti realizzati nell’arco della sua carriera. Si passa dai video delle performance realizzati nei primi anni ai suoi cicli più intimi e conosciuti, come quello derivato dal libro fotografico dedicato alla madre scomparsa. In questo progetto Ricci si inserisce nelle fotografie di famiglia che ritraggono la madre e la guarda affranta, quasi a farsi testimonianza del destino che vivrà. E’ una mostra davvero interessante, finalmente su un’artista italiana.

GRAPHIC JAPAN
Museo Civico Archeologico, Bologna

Inizia con questo suggerimento, la serie delle mostre che anche io vorrei vedere, perché ancora non sono riuscita. Graphic Japan è una mostra dedicata alla grafica ed ai manifesti giapponesi a partire dal periodo Edo (1603 – 1868) fino ad arrivare ai giorni nostri. Da appassionata della cultura e della grafica giapponese non posso esimermi … spero sarà all’altezza delle mie aspettative! Aperta fino al 6 Aprile 2026.

NAN GOLDIN. THIS WILL NOT END WELL
Pirelli Hangar Bicocca. Milano

Sicuramente conoscete il lavoro o almeno il nome di Nan Goldin. Fotografa americana che ha raccontato le sue vicissitudini di vita promiscua vissute in prima persona. Lei stessa afferma che le sue fotografie non nascono dall’osservazione, bensì dall’esperienza. Dal racconto della sua vita, trascorsa nel quartiere Bowery a New York (indovinate dove stavo quando ho visitato New York ….), emergono anche grandi temi sociali del secolo scorso: la famiglia allargata formatasi tra appartenenti a diverse minoranze sociali, l’eroina, la comunità gay, l’AIDS. Le esperienze che segnano la sua vita l’hanno resa un’attivista, soprattutto in ambito di diritti di genere e di lotta alle case farmaceutiche produttrici di antidolorifici a base di oppioidi. Oggi è una delle fotografe contemporanee più affermate. La mostra sarà a Milano fino al 15 Febbraio 2026.

LEONORA CARRINGTON
Palazzo Reale. Milano

Nonostante non sia un’amante del sistema “Palazzo Reale”, penso che la visita valga per merito dell’artista. Leonora Carrington l’avevo vista proprio di questi tempi lo scorso anno nel nostro weekend a Parigi, alla bellissima mostra sul Surrealismo del Centre Pompidou. Ora approda a Milano e forse, il fatto che sia un’antologica a lei dedicata, renderà onore a questa donna che ha racchiuso in sé molte anime oltre a quelle di artista. E’ stata attivista, migrante, ecologista. Si è trasferita in Messico dopo aver trascorso la sua vita e la sua formazione a Londra, nata da una famiglia borghese. Con Bourke – White e Nan Goldin direi che forse sto scrivendo un percorso tra le anticonformiste del XX secolo.

CHIHARU SHIOTA: THE SOUL TREMBLES
MAO Museo di Arte Orientale. Torino

Continuiamo con le donne, ma ci spostiamo in Giappone con Chiharu Shiota. E’ da questo autunno che punto questa mostra, nata per esplorare il lavoro dell’artista, con la curatela del Mori Art Museum di Tokyo. Le opere di Shiota sono installazioni intricate e spettacolari che, attraverso l’uso di oggetti quotidiani, esplorano temi universali come l’identità, la migrazione e le relazioni umane. In questo caso la mostra è visitabile fino al 28 Giugno 2026 perciò non ci sono scusanti.

Con questo planning, che sembra un manifesto di arte femminista, di cui vado molto orgogliosa perché finalmente si parla solo e soltanto di donne, vi saluto e vi auguro di passare una buonissima fine anno. Che per voi buona significhi rilassante, scoppiettante, sorniona, esplosiva, alternativa o tradizionale!
Chissà chi vincerà lo scettro di maggior visitatore …

Enjoy!

F.T.

in copertina Moira Ricci faccio un giro e torno

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