LA PLAYLIST DELL’ARCHITETTO

Eccoci qui,

nelle giornate più calde dell’anno, io almeno reduce da un bellissimo weekend al mare, tre giorni ormai troppo lontani. Nello specifico, non solo mare, ma tantissima musica, perché sono stata all’ormai affermato festival La prima estate a Lido di Camaiore, il nostro Glastonbury in formato Versiglia.

Ora, non parlerò del Glastonbury, nonostante ci sarebbero moltissime cose da dire visto il loro importante impegno a favore della sostenibilità, perché altrimenti perdiamo il filo subito e qui, come sapete, è facile.

Oggi infatti il tema è diverso, come si evince dal titolo: cosa ascolta un architetto in vacanza?
Da recenti studi, non scherzo, tra i pregi (pochi) degli architetti ci sarebbe un grandioso gusto musicale, anche perché passiamo ore davanti al computer a disegnare e la colonna sonora deve essere all’altezza.
Devo confermare ed ammettere, che tra disegni, modellini, lucidi da ricalcare, le mie playlist durante gli studi erano davvero nutrite. Guardavo anche sempre il Cinematografo di Gigi Marzullo in terza serata (Gigi mi manchi).

Nella mia playlist non mancavano mai gli Air, che ho già visto lo scorso anno e che ho rivisto a Lido di Camaiore con un concerto straordinario sia dal punto di vista visivo che da quello musicale. Bene, non so se lo sapete, ma Nicolas Godin, una metà del duo francese, è proprio architetto. Come tanti laureto non praticante, che dal 1995 fa coppia con Jean-Benoit Dunkel, matematico che studiava musica classica al conservatorio di Parigi. Dal loro sodalizio artistico nascono gli Air.

Sarà una coincidenza? Certo che no! Il mondo della musica, come quello dello spettacolo, come forse ogni cosa, è pieno di mancati architetti ed ho deciso di citarvene alcuni tra i più famosi.

Oltre agli Air, si sono conosciuti proprio studiando insieme architettura niente meno che i Pink Floyd, gli architetti più famosi della musica. Mentre Syd Barrett, prima mente del gruppo, studiava arte, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright si conoscono sui banchi di scuola. E’ forse per questo che decideranno di scrivere The Wall? Chi può dirlo …

Copertina dell’album The Wall

Non solo Pink Flyod, avete mai notato che i Talking Heads hanno scritto canzoni come Cities, Burning down the house, This must be the place. Bene, uno dei primi componenti del gruppo, Jerry Harrison, ha studiato alla School of Design, così come uno dei fondatori dei Kraftwerk, Ralf Hutter, oltre a Art Garfunkel, che forse per questo ha dedicato a Frank Lloyd Wright una delle sue canzoni. Non finisce qui, sono architetti anche il cantante Seal, che ha lavorato come scenografo in diversi progetti cinematografici a Londra prima di sfondare nella musica, il rapper americano Ice Cube e per finire Kayne West è un grande appassionato, seppur non abbia studiato la disciplina e per questo ha richiesto per alcune sue performance niente meno che la direzione artistica di Rem Koolhaas.

Kraftwerk in concerto

In Italia non manchiamo di casi, i più famosi Claudio Baglioni ed Edoardo Bennato. Oltre al grande Dario Fo, performer, attore, regista, scenografo e costumista nonché attivista e scrittore. Dario Fo non ha mai completato gli studi al Politecnico di Milano, ma si è poi diplomato in pittura all’Accademia di belle Arti di Brera. Ciò non ha comunque scalfito la sua indiscutibile capacità artistica.

Tra gli artisti ed attivisti più conosciuti a livello internazionale non possiamo invece non citare Robert Del Naja dei Massive Attack. Origini italiane, studi in arte, conosciuto ad inizi carriera come graffitista, tanto che per alcuni sarebbe niente meno che Banksy

Voi ci credete a questa teoria? Io ho deciso di sì! Ho deciso anche di lasciarvi una playlist che durerà finché non sceglierò di eliminare Spotify, viste le ultime notizie sulle scelte di finanziamento del suo fondatore. Intanto godetevi l’estate come farebbe un architetto.

Enjoy!

F.T.

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