CHI BEN COMINCIA

Eccoci qui,

finalmente nel 2025. Ho atteso molto questo nuovo anno, anche perché quello passato si è rivelato più bisesto rispetto alla seppur nefasta tradizione. Onestamente non mi sono nemmeno accorta di quanto sia passato in fretta, ho solo cercato di parare i colpi della sorte uno dietro l’altro, con pazienza e resistenza. Da questo punto di vista ho atteso molto questo 2025 appunto, che ad onor del vero non è partito poi molto meglio del suo predecessore. Mentre attendo che prenda una piega migliore, mi rendo conto però che siamo già al 15 di gennaio, cosa che mi sembra incredibile.

Gennaio è da sempre il più lungo dei mesi lunghi. Quanti altri mesi sono così lunghi? Marzo, Luglio, Settembre? Non so, onestamente Gennaio ci fa un po’ sentire il peso di ogni cosa: il rientro dalle vacanze, i programmi da stilare per l’anno nuovo, la dieta … sempre … non vi credo se mi dite che non vi rimettete in forma dopo le feste. Non ultimo il freddo. La stagione che entra nel vivo e, nonostante si allunghino un poco le giornate, l’inverno si fa sentire e generalmente si cala in letargo. In questa ovatta a forma di divano o di piumone, al contrario di ogni pronostico, mi sono resa conto che è già passato metà mese. Ultimamente lavorare a progetto mi fa sentire sempre e continuamente:
1. In ritardo
2. In affanno

Incredibilmente negli ultimi anni il tempo passa e non mi sembra nemmeno di viverlo tanto sono gli impegni che si susseguono uno dopo l’altro. I miei interminabili calendari non fanno altro che annullarlo il mio tempo. Certo mi aiutano ad essere organizzata, ma non mi fanno mai vivere il momento presente. Credo che questo sia un problema molto comune e che per riappropriarsi del proprio tempo ci siano diverse strade, tutte personali. Per me, un modo di fermare il tempo è sempre stato andare a teatro. Certo i miei di spettacoli il tempo non lo fermano, casomai ci lottano, ma frequentare il teatro da spettatrice mi fa sentire in una bolla protetta e magica.

A questo proposito, nel nefasto 2024 di cui sopra, ho fatto almeno una pensata giusta. Per il black friday, invece di acquistare elettrodomestici o calze, ho comprato 3 biglietti della stagione teatrale della mia città: uno spettacolo di prosa, uno di lirica ed un concerto classico. Andrò a vedere Zio Vanja di Cecov con regia di Leonardo Lidi, I Capuleti e i Montecchi di Bellini ed un concerto con musiche di Chopin. Il tutto pagato la metà del prezzo fisso. La genialità dell’iniziativa per me sta non tanto nel risparmio economico, anche, piuttosto nel fatto di avere già il biglietto acquistato. Questo perché sappiamo bene che, quando cominciano ad accavallarsi gli impegni, la nostra vita sociale è la prima a rimetterci.

La cosa più bella in assoluto sarebbe regalarsi l’abbonamento alla stagione teatrale della propria città, ma questo non sempre riesce a coincidere con la fattibilità temporale. In alternativa, l’inverno è sicuramente il momento più adatto per andare a teatro. Per questo ho pensato di iniziare l’anno consigliandovi qualche spettacolo che secondo me vale la pena vedere. Piccola informazione per chi non frequenta: pensate agli spettacoli teatrali un po’ come ai film. Non è possibile avere lo stesso spettacolo in diversi teatri ovviamente, però una produzione generalmente gira per una stagione e si può trovare in diversi teatri, che si sia qui vicini o meno, basta controllare il calendario dello spettacolo o della compagnia.

Detto ciò, questo 2025 cosa ci riserva a livello teatrale:

Il ritorno di Alessandro Serra con Edipo Re

Tutte le immagini dell’articolo sono quelle promozionali degli spettacoli e si possono trovare online.

Mai sottovalutare il teatro classico, sembra palloso invece sa leggere benissimo la contemporaneità. Ne uscirete con un bonus psicologo. Alessandro Serra incredibilmente non ho ancora parlato qui. Alessandro Serra ha raggiunto la notorietà del grande pubblico teatrale con MACHBETTU, con cui ha ottenuto il premio UBU nel 2017 come miglior spettacolo. E’ una rivisitazione della tragedia shakespeariana in dialetto sardo. Io però ho visto LA TEMPESTA, sempre di Shakespeare, all’Arena del Sole qualche anno fa e devo dire che mi ha colpito come pochi spettacoli hanno fatto ultimamente. Gestione della scena, delle luci, drammaturgia, costumi, attori … funzionava tutto in un’elegante interpretazione contemporanea. Mi è rimasta la voglia di vedere Machbettu, tuttavia Serra a marzo ritornerà con un nuovo spettacolo Tragudia – Il canto di Edipo. Questa volta non si parla sardo, ma grecanico e la tournée di presentazione estera dell’opera è stata un successo. L’unica anteprima italiana è stata lo scorso Ottobre, sempre all’Arena del Sole, ed ora lo si può trovare in altri teatri. Nelle mie vicinanze sarà l’8 ed il 9 febbraio a Parma, al Teatro Due.

Teatro delle Albe

Marco Martinelli ed Ermanna Montanari sono la mente ed il corpo del Teatro delle Albe, almeno quello iniziale. Di loro vi ho già parlato perché penso che Ermanna Montanari sia l’attrice italiana più potente della sua generazione. Loro saranno a Modena, al Teatro delle Passioni, dal 4 all’8 marzo, con LETTERE A BERNINI, spettacolo dedicato, nemmeno a dirlo al grande architetto italiano. Lo spettacolo dovrebbe impostarsi come un lungo dialogo tra Bernini e l’eterno rivale Borromini. Le scenografie sono di Edoardo Sanchi che sicuramente ci regalerà emozioni.

Kepler 452

Di loro abbiamo parlato invece, ma in questo caso Nicola Borghese non è più accompagnato da Lodo Gaudenzi. Gli spettacoli nuovi dei Kepler sono due in questa stagione: UNO SPETTACOLO ITALIANO già nei teatri dall’autunno ed il nuovo A PLACE OF SAFETY. Quest’ultimo debutterà in prima assoluta sabato 1 marzo all’Arena del Sole e racconta l’esperienza della compagnia che si è imbarcata quest’estate sulla Sea-Watch 5 soccorrendo 156 persone. Considerando i Kepler e come loro trattino la nostra contemporaneità, promette molto bene.

Questi i miei brevissimi consigli di spettacoli promettenti. Sappiate comunque che la mia idea è che più si frequenta il teatro e più si apre la mente. Ogni spettacolo dovrebbe essere visto e rivisto e noi forse dovremmo abituarci più spesso a dilatare così il tempo.

Enjoy!

F.T.

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