Caro Babbo Natale,
non so se quest’anno sono stata così buona, ma ti assicuro che di pazienza ne ho avuta tanta.
Mi ritengo perciò in diritto di ricevere qualche regalino.
Dicono, soprattutto chi mi sta vicino, che fare un regalo ad un architetto sia cosa complicatissima, anche se in realtà io mi accontenterei di poco: qualche ora di sonno, una bella gita per vedere un’architettura del ‘900 o un bel museo, un abbonamento ad AutoCAD … cose così.
Tu, che conosci così bene tutti quanti, sicuramente saprai anche i nostri di gusti e non avrai bisogno di suggerimenti. Io comunque oggi, un po’ scherzosamente voglio raccogliere qui qualche must per gli appassionati di design, arte ed architettura.
Il fatto che non si facile accontentare la categoria è certamente vero, soprattutto quanto si parla di gusto l’archistar che è dentro di noi, è impareggiabile ed incontentabile. Tuttavia qualcosa di simpatico e gradito si può sempre trovare.
Al primo posto ci sono c’è il design per tutti. Le cinesate accessibili, la maggior parte delle volte sono i regali più graditi: così trash da risultare simpatici, senza minare il proprio sacro disegno. Ben venga ogni Tiger o Ikea presente in città, lì troverete tesori, primo fra tutti la casetta di pan di zenzero da costruire. Io attribuisco ancora alla lavagnetta luminosa del suddetto Tiger in cui ho scritto Less in more bitches, il maggior tocco di classe del mio salotto.
Al secondo posto c’è la funzionalità, che, non dimentichiamolo, dovrebbe persistere come pilastro fondante dell’architettura. Tra le cose che potrete trovare in commercio per i vostri amici architetti c’è il mouse ergonomico, che li salverà dal dolore cronico al polso e dalle tendiniti. Anche semplicemente delle memorie esterne, custodir per pc portatile, zaini rinforzati saranno regali super graditi. Vogliamo poi parlare di un bel metro laser? Chi potrà rifiutarlo?!?
A seguire non possiamo tralasciare la cultura: uno dei regali più belli che io ho ricevuto quanto studiavo è stato l’abbonamento a Domus, che mi avevano regalato i miei zii. Di riviste ce ne sono tantissime e solitamente sono molto costose, perciò vi assicuro che sarà un regalo super gradito. Tra le più economiche ed interessanti oggi potete trovare Living che esce con il Corriere della Sera mensilmente, ma le mie preferite di sempre sono Detail, El Croquis, GA (Global Architecture). Non sottovalutate i cataloghi di mostre tematiche come quelli della Triennale di Milano o del MAXXI di Roma che sono molto spesso specialistici e raccolgono interventi interessanti oppure una bella monografia dell’architetto preferito.
Se siete molto in confidenza potreste addirittura lanciarvi in un oggetto di design. Ci sono siti specifici con ottime offerte come Westwing per esempio, ma i miei preferiti sono i siti di design nordico come Nordic Nest o Scandinavian Design. Puntualizzo che non sto ricevendo nessun contributo di alcun tipo per questi suggerimenti, ma ho usato parecchio questi e shop per arredare casa. Qui troverete di tutto: dagli utensili di cucina agli arredi per la casa. Naturalmente potete sempre scegliere di vedere e comprare questi oggetti dal vivo, in Rinascente ad esempio, c’è una bella esposizione dei marchi italiani più famosi. Se qualcuno avesse un millino da spendere per me, io Babbo Natale ti chiederei la lampada a sospensione PH per Louis Poulsen, ma non lo farò tranquillo.
Last but not least: l’agenda. L’architetto non ha generalmente agenda, ha quaderni senza righe su cui si appunta schizzi volanti. La propria agenda se la compone. Allora perché no, un calendario, anzi IL calendario: il calendario perpetuo di Enzo Mari. Inventato nel 1967 ed ispirato ai tabelloni ferroviari, è perpetuo perché contiene numeri e lettere per indicare ogni giorno la data del momento.
Per finire, caro Babbo Natale, io ti dico questo: sai cosa vorrei per Natale davvero? Vorrei andare a Cadice, soggiornare nella casa dell’infinito di Alberto Campos Baeza, fare surf quando le onde non mi si portano e prenderne possibilmente qualcuna. Pensandoci bene non è nemmeno necessaria la casa dell’infinito, mi basterebbe stare in acqua quelle 4 ore necessarie a perdere le forze ed abbandonare il cellulare per un po’.
Grazie
F.T.




