CONTEMPORANEO

Eccoci qui!

Quante volte avete pensato che vi andrebbe di vedere un museo specifico o una collezione magari, ma vi sovvengono alla mente poi tutte le difficoltà del caso? Costa troppo, devo spostarmi, oggi piove, tanto non capisco nulla …. e così via.

Beh non siete gli unici! Soprattutto per quanto riguarda l’arte contemporanea la difficoltà è palpabile ed ogni scusa diventa buona per evitare certi contesti. Oggi però è la giornata del contemporaneo, una giornata creata nel 2005, da parte di AMACI, Associazione di Musei di Arte Contemporanea Italiani, realizzata con il supporto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La giornata è stata creata proprio per avvicinare chiunque all’arte contemporanea e permette a musei, istituzioni pubbliche, fondazioni di aderire inscrivendo le proprie iniziative nel grande programma condiviso in tutto il territorio nazionale.

Concretamente durante la giornata del contemporaneo si possono visitare gratuitamente le collezioni aderenti e partecipare ad una serie di attività (eventi, visite guidate, performance) pensate per avvicinare il grande pubblico all’arte contemporanea. Se siete interessati a qualche museo in particolare vi consiglio di tenere d’occhio il sito internet e verificare se aderisce alla gratuità dell’ingresso.

A Reggio Emilia oggi sarà aperta la mostra “Luciano Bertoli. Frattempo. Le curve di Mandelbrot” a Palazzo Da Mosto, mentre questa mattina è avvenuta un’interessantissima conversazione tra l’artista inglese David Tremlett e la curatrice della sua personale “Another StepMarina Dacci, aperta da ieri ai Chiostri di S.Pietro. La conversazione è avvenuta all’ex-mangimificio Caffarri, presso la nuova sede di Remida, che ci ha gentilmente ospitato ed è stata l’occasione per parlare dell’opera permanente realizzata sui silos esterni e sulla facciata del complesso.

Io ho avuto la fortuna di lavorare ad entrambi questi progetti, perciò oggi presenziavo per forza di cose per così dire. Devo ammettere però che, al di là degli interessi specifici, credo che questa giornata sia un’opportunità anche soltanto per uscire e scoprire luoghi nuovi della propria città.

In particolare Palazzo Da Mosto è un bellissimo palazzo rinascimentale reggiano, uno dei più prestigiosi e meglio conservati. Con l’opportunità di oggi si può visitare gratuitamente, mentre solitamente è aperto soltanto in occasione di mostre o eventi serali a pagamento. Inoltre si può scoprire il percorso di Luciano Bertoli, artista reggiano, molto attivo dagli anni ’60, ma altrettanto riservato. Bertoli ha passato gli ultimi anni della sua vita negli appennini reggiani e questo ha fatto sì che si estraniasse dalla vita pubblica, lasciando inedita l’ultima parte della sua opera, dedicata alla fisica quantistica, esposta in forma inedita in questa mostra.

David Tremlett è un artista ben più noto, che la città di Reggio Emilia ha imparato a conoscere negli ultimi mesi vista la sua estrema generosità nell’incontrare realtà, persone ed istituzioni, soprattutto del quartiere operaio e multietnico di Santa Croce, dove è stata realizzata l’opera “The organ pipes“, intervento permanente di arte pubblica. David ci ha deliziato in questi giorni con i suoi racconti ed ha condiviso le preoccupazioni per un mondo sempre più digitalizzato e distante. Oggi ha portato la sua esperienza di artista a confronto con il sistema educativo di Fondazione Reggio Children e con la partecipazione attiva dell’attività teatrale promossa del Centro Mamimò, presenti entrambi nello stesso spazio urbano.

Dell’incontro di oggi a me personalmente ha colpito in particolare la frase di Carla Rinaldi, direttrice di Fondazione Reggio Children, che ha affermato come l’istruzione renda l’uomo più uomo. Mi ha colpito perché penso che anche l’arte, in tutte le sue accezioni, abbia la capacità di rendere l’uomo più umano. Sviluppa un sentire che forse nella quotidianità dimentichiamo, presi da altri affari, ma che è sempre più necessario coltivare per combattere l’aridità che sta crescendo intorno a noi. Mi colpisce come l’arte, che nasce dall’esigenza singola dell’artista di esprimersi, possa trasformarsi in un gesto collettivo ed abbia la capacità di ispirare gli altri alla creazione di altra bellezza.

Allora ben vengano le giornate del contemporaneo! Auguro a tutti voi di poter esplorare la vostra componente più emotiva ed empatica e di coltivarla nella creatività per ben più di una giornata.

Se non siete riusciti a visitare nessuna iniziativa oggi, sappiate che la giornata del contemporaneo è ormai una realtà consolidata che si ripete ogni anno intorno alla metà di ottobre. Inoltre, il programma autunnale di entrambe le mostre prosegue e ci saranno i prossimi mesi altri interessanti confronti sia sulla fisica quantistica che sull’arte pubblica all’interno della rigenerazione urbana.

Buona contemporaneità a tutti!

Enjoy!

F.T.

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