COINCIDENZE pt.1

Eccoci qui,

a parlare di coincidenze. Per chi segue il blog è abbastanza normale che io parli randomicamente di argomenti disparati legandoli di sole coincidenze appunto. Sono due però le casualità capitatemi di recente che voglio condividere con voi.

La prima tratta di danza, in un mese che è stato piuttosto dedicato all’argomento per quanto mi riguarda. Io sono sempre stata un elefante, e non propriamente quelli di Disney della danza delle ore, tuttavia sono convinta che la danza sia una delle arti che più si prestano a raccontare questo nostro tempo. La danza, fatta di movimento ed espressione, è diventata molto più diretta rispetto ad altre forme d’arte e ci raggiunge più facilmente con il suo linguaggio.

Vi ho raccontato nell’articolo scorso del Festival Aperto, qui a Reggio Emilia, e del fatto che tra gli appuntamenti principali ci fossero due spettacoli dei Peeping Tom. Bene, sono stata così fortunata da riuscire ad accedere ad uno dei due (uno dei vantaggi del mestiere) e sono rimasta così folgorata da decidere di riparlarne in un nuovo articolo. Lo spettacolo di cui sto parlando è “La Visita”, messo in scena alla Collezione Maramotti e vincitore del premio Fedora – Van Cleef & Artperls Prize for Ballet 2021.
Non è il primo spettacolo che vedo allestito in uno spazio museale, un po’ di tempo fa io stessa avevo realizzato dei costumi per una messa in scena alle Gallerie d’Italia a Milano. Sono molte le proposte che oggi cercano di combinare performance ed arte, ma questo spettacolo in particolare racconta una storia utilizzando i mezzi del lavoro museale: i suoi spazi, il suo personale, i suoi cliché.

Tutte le immagine presenti nell’articolo sono tratte dal sito della compagnia.

Partiamo però dal principio, ovvero dai Peeping Tom. Per chi non li conoscesse, sono una compagnia di danza belga, fondata dai coreografi Gabriela Carrizo e Franck Chartier ormai vent’anni orsono. Il termine Peeping Tom rimanda a diversi film ed album degli anni ’60, ma soprattutto ad un personaggio di Lady Godiva ed è da qui che in inglese assume il termine di voyeur. Forse è proprio in questa accezione che si ritrova la ricerca surreale e cruda dei due coreografi che realizzano produzioni in cui è molto facile rivedere di volta in volta gli stessi personaggi o una loro evoluzione. I protagonisti delle loro storie inoltre, hanno sempre in principio un’apparenza comune, magari austera, e si trasformano man mano in personaggi che vivono in un limbo tra realtà e finzione, quasi fossero sempre più guidati da forze della natura. Così come è complesso seguire le storie di questi protagonisti, è naturalmente facile percepirne le tensioni, le paure, le emozioni, i desideri.

E’ come se i Peeping Tom riuscissero a lavorare con i nostri sentimenti, a costringerci a provare ciò che provano i protagonisti, a seguirli, in questo caso anche fisicamente. La vicenda di La Visita è una storia di attaccamento e percezione. Tutto nasce da un accadimento tragico, che è la morte della madre pittrice di Carrizo. La coreografa si accorge di come man mano i suoi dipinti, così chiari nel ricordo della figlia, inizino a mutare, ad assumere colori, forme e significati differenti. Naturalmente non erano i quadri a cambiare, ma lo sguardo che li investiva. E’ proprio sullo sguardo che si concentra la performance, non il nostro però, quello di chi li vive nella loro quotidianità: i guardiani, la guida, le donne delle pulizie, fino al visitatore. Queste figure statiche all’interno del museo, assumono l’identità di fantasmi che popolano lo spazio e diventano la componente effimera di uno dei simboli di fissità del tempo e di conservazione.

Lo spettacolo è stato molto bello e coinvolgente, un turbine di sensazioni smosse, che è quello che ci aspettiamo dalla creazione artistica. Peeping Tom ha presentato ad Aperto anche un’altra produzione, Triptych, sviluppata peraltro in Italia dalla sinergia tra due festival, Aperto appunto e Torinodanza. Entrambi gli spettacoli sono gli spettacoli sono già passati, ma i Peeping Tom stanno ora lavorando alla nuova produzione del 2021 Dido & Aeneas di Henry Purcell. Ora se non è una coincidenza questa!!!!
Io ovviamente pagherei qualsiasi cifra per vederli in quest’opera che molto ha a che fare con i sentimenti e con il surrealismo nella sua forma barocca. Non so se ricordate dal mio articolo sull’opera che si tratta di un Masque, ovvero di una forma di rappresentazione teatrale che molto aveva a che fare con la danza, che è appunto prevista in più momenti dell’opera.
Inoltre le immagini rilasciate fanno trapelare degli ambienti ricolmi di sabbia chiara … ed indovinate quale elemento avevo identificato io per rappresentare Didone se non la terra, fatta nel nostro caso di sabbia chiara e sottile … coincidenze? Io sono convinta che si tratti di affinità di stile.

Il debutto della produzione è stato lo scorso maggio a Ginevra, mentre a Dicembre sarà in tour a Lille, in Francia. Io sto attendendo con ansia nuove date per il 2022 e spero davvero che passi abbastanza vicino da poter vedere quello che viene definito lo spettacolo più impressionante del 2021.
Se vi ho incuriosito seguite il sito dello compagnia che elenca le date dei prossimi tour a seconda delle produzioni che vi interessano. Io sicuramente ho trovato per caso una nuova ossessione.

Enjoy!

F.T.

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