Sulla Strada

Eccoci qui,

non volevo far passare questo giugno diventato subito afoso senza qualche consiglio! Non so quali siano i vostri programmi, i miei al momento sono assolutamente casuali ed abbastanza domestici.
Io che spendo giorni e mesi programmando per filo e per segno le mie vacanze, mi sono dovuta arrendere ed ho segnato sul calendario al momento soltanto due weekend lunghi. Per ora va così, sperando in una dicembre/gennaio in cui potersi concedere un piccolo viaggio senza ricadute virali.

In linea di massima comunque, sento che l’idea comune per questo 2020 sia quella di restare nei prati di casa … non per legarmi al post precedente sui parchi … ma in effetti in tanti stanno giustamente privilegiando l’Italia. Le ragioni sono diverse, tuttavia è interessante vedere come la nostra, che da sempre è tra le nazioni più gettonate dagli stranieri in generale, viva un nuovo interesse degli italiani stessi, che, tutto d’un tratto, si scoprono privilegiati. Sì perché quanta varietà naturale, quanta bellezza, quanta storia ritroviamo nel nostro territorio, moltissima! Tuttavia, se devo essere sincera, io non ho mai del tutto associato l’Italia alle vacanze … sì tranne per la lontana estate del 2007 quando una settimana di agosto nel caldo padano, mi sembrava comunque balneare rispetto alle piogge della Westfalia. Sentivo l’odore del mare a Novellara, quasi come se fossi a Cervia … ma questa è un’altra storia.

Rimaniamo focalizzati sul punto. L’Italia è indubbiamente stupenda, ma la vacanza, quella lunga ed avventurosa, per me è quasi sempre stata fuori dal mio paese. Un po’ perché sono immensamente curiosa, un po’ perché sento di avere troppo poco tempo per visita l’intera Terra (e non sono brava a selezionare), un po’ perché di base è casa.
Sì, non so se ho mai raccontato questa storia, ma oltre ad essere metà architetto e metà scenografa, sono anche metà del Nord e metà del Sud. La famiglia di mio padre è emiliana, di Novellara in provincia di Reggio Emilia, dove vivo; la famiglia di mia mamma è campana, di Benevento, in particolare di Santa Croce del Sannio. Sono molto orgogliosa di avere un mix di geni, tra l’altro dei territorio tra i più prolifici in buon cibo, e quasi tutte le mie estati, per almeno un ventennio della mia esistenza, sono state passate a sud, dove non vivo, ma dove è collocato il mio altrove nel mondo. Tutti abbiamo un posto speciale, un posto del cuore. Il mio è a Santa Croce del Sannio, dove se vado, so esattamente cosa farò, cosa mangerò, come sarò accolta.

A dire il vero i miei cugini ed i miei zii cercano sempre di movimentare questa mia rilassante routine, e mi portano in posti meravigliosi che altrimenti io mai e poi mai avrei scoperto. Forse per questa mia familiarità con il viaggio verso sud, non riesco a pensare all’Italia come ad un luogo turistico, ma solo come casa. Tuttavia mi rendo conto di tutte le piccole gemme di cui disponiamo ed ho pensato di condividere con voi un’esperienza dello scorso anno. Dovete sapere che Santa Croce del Sannio è sugli Appennini ed è praticamente a metà strada tra Benevento (città meravigliosa) e Campobasso. Io per molto tempo sono arrivata indistintamente dal Tirreno o dall’Adriatico nel mio altrove e forse da piccola la mia geolocalizzazione si era sfasata a tal punto che per almeno un decennio ho pensato che Santa Croce fosse in Molise. Sì la terra che non esiste, con le pecore e poco altro. Questa storia una base di verità la contiene, nel senso che Santa Croce era in Molise, ma nell’Ottocento è poi passata alla Campania dove è rimasta.

Il punto tuttavia è assolutamente strategico, vicino alle due città, non lontanissimo dal mare di Termoli, non distante da Napoli, vicinissimo al Parco degli Abruzzi. Tutti posti da esplorare e che si potrebbero trasformare tranquillamente in viaggi on the road, sulla strada appunto. Complice Kerouac, i viaggi fatti di tante tappe sono sempre stati super affascinanti, ce ne sono di mitici ed irrinunciabili e, vicino a quelle zone, è famosissimo il coast to coast della Basilicata. Tuttavia anche il Molise sta avendo il suo riscatto e proprio oggi sentivo per radio che la regione sta cercando volontari per quest’estate, che si rendano ospiti per loro, in modo da provare le esperienze tipiche per poi condividerle. Una nuova strategia di marketing culturale!

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Il Molise effettivamente negli anni non ha rappresentato sempre grandi attrattive, ma vi assicuro che il mare è bello, la montagna fresca ed i paesi molto caratteristici. Certo si è circondati da tranquillità e vita campestre, ma non mancano piccole espressioni urbane, come quella di cui vi voglio parlare. Come avrete visto, negli ultimi articoli ho sempre cercato di presentarvi esperienze all’aria aperta o in situazioni di libertà di movimento diciamo. Il paese di Civitacampomarano, in provincia di Campobasso, da qualche anno presenta un festival di street art, il CVTà Street Fest, organizzato da Alice Pasquini, originaria del paese, che rimane ovviamente fruibile tutto l’anno. Ad essere decorate infatti sono le facciate del paese, in particolare devono aver lavorato per zone nel corso degli anni, perché si trovano assembramenti per così dire, di murales in alcuni punti. Dal 2016, ogni anno, vengono chiamati degli artisti, che lavorano e sono ospitati a Civita e lasciano le loro opere alla collettività, in un percorso che ha sicuramente arricchito il paese.

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Questa esperienza, nata come un happening, è diventata una tradizione, ed è bello vedere in un piccolo paese fatto di consuetudini, l’irrompere di questi segni di contemporaneità. Gli artisti coinvolti sono tra i più famosi in Italia e nel Mondo, oltre alla Pasquini stessa vi sono UNO, David De La Mano, Pablo S. Herrero, Alberonero e così via, tanto che se cercate nei vari blog di street art, molto più completi ed articolati del mio sull’argomento, troverete sicuramente anche qualche articolo su CVTà.
Uno degli sponsor principali è stato addirittura Chef Rubio e sono sicura che l’esperienza lo abbia impressionato positivamente anche a livello di street food e tradizioni culinarie locali.

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Quest’anno, come tanti altri Festival, CVTà è stato rinviato a data da destinarsi, tuttavia rimane il percorso negli anni passati, con inclusa la famosa scritta “Il Molise non esiste, resiste”. Doveste trovarvi da quelle parti ve lo consiglio vivamente.
Intanto vi auguro un’estate piena di piacevoli scoperte!

Enjoy

F.T.

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