Eccoci qui,
come promesso! Spero che la vostra quarantena proceda bene. Tutti pronti per la fase 2?
Forse non è come la immaginavamo, o come speravamo, ma qualche piccolo progresso pare esserci, perciò lanciamoci fiduciosi e previdenti in questo maggio.
Ci siamo lasciati con una classifica dei “classici” della museografia italiana, quelli da cui non si può prescindere. Oggi vorrei dedicarmi ai maggiori musei contemporanei, sempre italiani, quelli che proprio non si può … no … se non li conoscete e volete avvicinarvi all’arte contemporanea dovete andare! In realtà alcuni sono inseriti in classifica pur trattando altre collezioni, ma in generale la scelta è ricaduta su elementi che uniscono interessanti tematiche ad una meravigliosa struttura architettonica. Di questi vi parlo in prima persona, me ne mancano solo 3 che voglio visitare presto, chissà in quali siete già stati voi … sono curiosa, lasciatemi nei commenti le vostre esperienze!
Prima di cominciare vorrei però scrivere qualche riga in merito alla questione cultura e musei per la ripartenza. Nella vita io sono piuttosto polemica e pignola, non ho un carattere facile, tuttavia cerco di lasciare al blog soltanto gli aspetti più ottimisti e positivi della mia persona. Credetemi non è facile assistere a quello che sta succedendo oggi, in tutti i sensi. Credo che ognuno sia libero di manifestare il proprio pensiero come meglio crede, ma di certo andrebbero evitate due cose: la prima è pensare che tutto sia inventato o sia una farsa per occultare non so bene quale libertà, la seconda è credere di essere i più bistrattati. La prima questione mi addolora molto a livello umano, soprattutto per chi ha perso qualcuno di caro e si trova in una situazione terribile in cui non può nemmeno elaborare il lutto o il distacco. La seconda questione riguarda in particolare i cosiddetti lavoratori della cultura. Posto che ci sono situazioni ai limiti della dignità che, purtroppo, vengono perpetuate da anni, io trovo assolutamente assurdo pensare che ci siano lavoratori della cultura di grado A ed altri di grado B. Purtroppo siamo in un momento storico in cui sono intaccate seriamente le relazioni umane e questo porta a ledere soprattutto alcune categorie professionali. Non pensate però che ci siano troppe distinzioni, se non quella che chi aveva i soldi prima continuerà ad averli e chi no, no.
Non pensate che nonostante il decreto che attesta la riapertura per i musei dal 18 di maggio, sia facile o possibile attuarla. Questo perché stanno uscendo decreti attuativi assolutamente stringenti e non tutte le istituzioni museali riusciranno ad essere pronte o, meglio ancora, a sostenere le spese di tale riapertura. Si parla di termoscanner all’ingresso dei musei, si parla di lasciare una persona ogni 40 mq … questo per la struttura in cui io lavoro significa far entrare 5 persone alla volta. Davvero pensate che i costi di realizzazione ed apertura di una mostra possano essere coperti da un pubblico decimato? Posto che le persone abbiano poi effettivamente voglia di uscire e venire in un museo. Questo dimostra una sola cosa, ovvero che tutte le istituzioni culturali saranno in grave, gravissima difficoltà. E’ vero, teatri e spettacoli dal vivo sono annullati da febbraio, senza pubblico e senza ingressi, ma almeno hanno chiuso. Qualcuno si fermato a pensare che i musei hanno comunque dovuto proseguire la loro attività seguendo norme ferree ed aggiornando i loro sistemi di vigilanza e sicurezza sanitaria. Le mostre, anche terminate, sono ferme nelle sale da mesi con conseguente aumento di costi dovuti all’assicurazione, ai prestiti, al rinvio dei trasporti, alle nuove disposizioni ora in atto per lo svolgimento dei disallestimenti. Questo ha significato tirar fuori soldi che non erano previsti come spesa, soprattutto perché le ultime settimane, quelle più redditizie sono andate perdute. Questo secondo me significa una sola cosa: che la cultura ora è in difficoltà, in qualsiasi sua forma, e darsi addosso gli uni con gli altri non servirà assolutamente a nulla.
Non credo si risolva assolutamente nulla attraverso contenuti multimediali, o meglio, può servire, ovviamente, a creare un diversivo per le persone, ma una strategia durevole deve essere più strutturata, anche perchè esistono già tante piattaforme multimediali sull’arte, sullo spettacolo, sulla cultura in generale. Nel mio piccolo io cerco da ormai 5 anni di raccontare un mondo che ho la fortuna di vivere da vicino e lo faccio senza percepire un centesimo. Lo faccio per darmi forza e coraggio a volte, per condividere altre. E’ ovvio che il sistema andrà ripensato completamente, ma la realtà è che il collasso esisteva già prima, questa è stata solo l’ultima goccia ed ora cercano tutti di non annegare urlando più forte per farsi lanciare il salvagente.
Detto ciò, scusate la divagazione, partiamo!


1. MART – Rovereto (TR)
Il MART, ovvero Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rovereto e Trento (sì gli acronimi vanno un sacco nella cultura degli ultimi vent’anni), è un centro museale la cui collezione nasce nel 1987. Tuttavia è nel 2002 che esplode la sua popolarità, quando all’idea di ampliare la collezione con l’eredità del Museo Provinciale d’arte di Trento e con l’arte di Fortunato Depero, grande maestro futurista trentino, si associa la volontà di creare una grande struttura contemporanea.
Qui entra in scena Mario Botta, architetto ticinese, dalle architetture che ambiscono alle proporzioni neoclassiche attraverso l’uso del mattone. Nel caso del MART a modello della classicità viene preso il Pantheon, dici poco, ed in particolare la sua cupola che però, invece che sormontare l’edificio, protegge una piazza pubblica intorno alla quale si sviluppa il museo. A me solitamente Botta non piace moltissimo, ma il MART è un museo molto bello, che ospita una delle maggiori collezioni di arte contemporanea italiane e che organizza sempre mostre temporanee, visitabili accanto alla collezione permanente.
Super consigliato come primo museo assolutamente da visita per avvicinarsi all’arte del secolo scorso.


2. MUSE – Trento
Il MUSE, Museo delle Scienze, è stato inaugurato nel 2013 ed è una nuova meravigliosa costruzione di Renzo Piano che sostituisce il Museo Tridentino delle Scienze Naturali già presente in città ed attivo dal 1975.
Il MUSE non è solo un museo, un progetto integrato di riqualificazione urbana di una zona periferica della città di Trento. Accanto al museo, è stato realizzato un quartiere di appartamenti, negozi ed attività. Sono ancora pochi purtroppo i lotti venduti ed effettivamente “abitati” da attività e persone, probabilmente per i costi, che immagino essere molto alti. Tuttavia dal punto di vista architettonico l’insieme è contemporaneo, dall’allure molto nordica diciamo. Renzo è pur sempre Renzo!
Il museo in sè è molto interessante e didattico, oltre che bello, super consigliato per visite con i bambini che potranno divertirsi (come gli adulti!) nelle attività proposte lungo i percorsi obbligati. Io ho trovato particolarmente interessante, perché legata al territorio, la sezione dedicata alla storia geologica locale. Inoltre la terrazza con vista sui monti è splendida e fa venire voglia di tornare per esplorare da vicino le zone descritte.


3. MUDEC – Milano
MUDEC ovvero Museo delle Culture, potenzialmente il mio museo preferito di sempre, non solo perché ospita i reperti etnografici ed antropologici di proprietà del comune di Milano, ma anche perché progettato da David Chipperfield! Architetto britannico tra i miei contemporanei preferiti in assoluto. Non che non abbia fatto altro in Italia, in realtà ha lavorato parecchio nel nostro paese a partire dagli anni 2000, introdotto niente meno che da Dolce & Gabbana … a proposito, sempre a Milano, suoi anche i loro store, e questo non è nemmeno il suo unico museo, ma io lo adoro!
Naturalmente come nel caso praticamente di quasi tutte le istituzioni presentate oggi, non abbiamo solo il museo, bensì una vastissima offerta di servizi, tra cui un ristorante stellato on the top, una bellissima caffetteria, la condivisione dell’area Ansaldo, ovvero il luogo dove vengono create le scenografia del Teatro alla Scala perché lì hanno sede i laboratori di realizzazione.
Il progetto nasce infatti negli anni ’90 circa dalla volontà del Comune di riqualificare l’area della ex-acciaieria Ansaldo, di cui aveva appena acquistato gli stabilimenti. Si pensa di inserire all’interno della riqualificazione un museo che potesse ospitare le raccolte extra-europee dei Musei Civici di Milano e si dedica l’attività di ricerca alla valorizzazione ed ala ricerca interdisciplinare delle culture del Mondo.
In realtà il museo si è votato più a mostra commerciali che all’antropologia, anche se alcune mostre passate sono assolutamente riuscite (vedi Frida Kahlo) proprio perchè hanno potuto arricchirsi di elementi decorativi presenti nella collezione permanente. Sono programmabili anche visite guidate ai magazzini, o meglio erano, dove si può effettivamente visionare il ricchissimo archivio del museo.
Se non vi piace l’arte, andate comunque per una visita all’area, perché la struttura architettonica vale la visita e potreste usufruire semplicemente dei servizi accessori.


4. Fondazione Prada – Milano
Restiamo a Milano e non ci allontaniamo nemmeno dall’operazione di riqualificazione del MUDEC. Parliamo tuttavia di una Fondazione privata marchiata Prada, potrete è perciò immaginare le possibilità che ruotano dietro ad una istituzione di questo tipo.
La Fondazione è attiva dagli anni ’90, sotto la direzione della stessa Miuccia Prada. Ha due sedi in realtà, anzi ora tre, due a Milano (Fondazione ed Osservatorio) ed una a Venezia. In realtà è abbastanza comune che gradi marchi di moda abbiano delle proprie fondazioni artistiche, pensiamo ad Yves Saint Laurent a Marrakesh, Armani a Milano (Armani Silos), la Collezione Maramotti e così via. E’ anche un naturale legame quello tra la moda e l’arte, in particolare la decorazione e le arti perfomative e contemporanee. Le sfilate sono sempre più happening e l’arte contemporanea è sempre più di moda.
Credo tuttavia che contesti come quelli della Fondazione Prada siano assolute rarità in quanto a possibilità ed operazioni. Tutto viene perseguito senza pensare ad un ritorno concreto a livello finanziario perché gli indotti stanno da altre parti e nelle fondazioni artistiche stanno soltanto degli investimenti. Possono ovviamente per questo portare avanti operazioni uniche e difficilmente realizzabili da altre istituzioni. Tuttavia non per questo, anzi forse proprio per questo, le iniziative sono sempre interessanti.
La Fondazione Prada è stata inaugurata nella sua veste attuale, progettata da OMA – Rem Koolas, nel 2015. E’ nella zona sud di Milano, in largo Isarco e si colloca all’interno dei locali di una distilleria. Se volete un’idea del tipo di mostre che potrete vedere al suo interno vi lascio il link alle mie impressioni sull’ultima mostra ospitata Il sarcofago del toporagno ed altri tesori.
Oltre alle mostre temporanee, è assolutamente da non perdere la collezione permanente, dove troverete i famosissimi funghi di Carsten Höller, oltre a Anish Kapoor, Walter De Maria, Carla Accardi, John Baldessari, Damien Hirst e molti altri, oltre ad un cinema, al cafè progettato da Wes Anderson ed a altre installazioni fisse.


5. Hangar Bicocca – Milano
Ancora Milano ed ancora riqualificazioni. Questa volta quella che interessa il famoso quartiere Bicocca, di cui abbiamo parlato ricordano Vittorio Gregotti, nonché il primo esperimento di perequazione urbana. All’interno dell’area, oltre al teatro degli Arcimboldi ed all’università pubblica di Milano, si trova anche questa altra fondazione privata, Pirelli questa volta, anche lei collocata in un’ex-area industriale ben recuperata.
Vale un po’ il discorso di cui sopra, anche se trovo che le scelte siano meno posh e più didattico-artistiche. Oltre ad avere infatti un’interessante e vastissima proposte di incontri e visite guidate, la Fondazione investe soprattutto su artisti contemporanei a cui si dedicano vere e proprie retrospettive o mostre monografiche.
All’interno della struttura si può trovare anche un ottimo cocktail bar (con proposta di visita guidata ed aperitivo la domenica pomeriggio … e anche qui, almeno così era), il bookshop e moltissimi spazi dedicati a laboratori.
Consigliatissima, non fosse per visita l’installazione permanente di Anselm Kiefer.


6. Punta della Dogana – Venezia
Punta della Dogana è una zona di Venezia, una punta triangolare che divide da sempre il Canal Grande dalla Giudecca. Il Museo di cui vi parlo è ospitato nella struttura di fine seicento realizzata, vicino alla Cattedrale di Santa Maria della Salute, per ospitare il commercio che a quell’epoca non poteva essere più ospitata nell’Arsenale (altra destinazione artistica per eccellenza oggi in città). La fondazione di riferimento è quella di Palazzo Grassi, che ha anche altri siti in città, ma che qui si dedica completamente all’arte contemporanea ed alle installazioni più recenti.
La cosa più curiosa dell’edificio, a mio avviso, è che fino al 1980 circa abbia conservato la sua destinazione doganale, per poi versare per una ventina d’anni in disuso, fino a quando il comune di Venezia pubblicò un bando di concorso per la creazione di un centro d’arte contemporanea in città. A vincerlo è Tadao Ando … Tadao Ando!!!!! A dire il vero Tadao aveva già curato il restyling di Palazzo Grassi, ad ogni modo a noi interessa sapere che è il più grande architetto giapponese in vita. Ora non vorrei tediarvi con la poetica del cemento armato a vita, dell’essenzialità di gesto e forma e con tutti i giapponesismi che potrebbero impossessarsi della mia persona nella spiegazione, vi basti sapere che tra le altre sue realizzazioni italiane vi è anche la sede di Armani a Milano, noto appunto per pulizia ed eleganza.


7. Musei Civici – Reggio Emilia
Ora, direte voi, non è che devi per forza inserire la tua città visto che vi sarai reclusa ancora per un po’. No, non lo faccio per questo, ma perché il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, ospita la collezione di Lazzaro Spallanzani e non solo è tra i musei di storia naturale più particolari nel suo genere, ma ha visto susseguirsi in diversi anni il rifacimento di varie aree sotto la direzione di Italo Rota. Abbiamo già parlato di lui nello scorso articolo riguardo al Museo del Novecento di Milano. Rota è uno dei maggiori architetti contemporanei, in particolare per quanto riguarda la museografia, ed io trovo che la sua sistemazione del Palazzo di Musei sia rispettosa, pop, interessante e vivace.
Oltre alla collezione permanente, rimasta praticamente intatta, ruotano varie mostre temporanee sopratutto di storia locale, che di volta in volta vengono allestite nei locali appena risistemati. Campanilista, ma giusta.


8. MAST – Bologna
Restiamo in Emilia Romagna, sostandoci a Bologna e tornando ad una Fondazione privata. L’acronimo sta per Manifattura delle Arti, Sperimentazione e Tecnologia e l’istituzione, conosciuta a livello internazionale, è uno spazio multifunzionale che vuole promuovere la creatività a favore di imprenditoria e giovani.
Anche il MAST nasce da una riqualificazione, in quello che è il quartiere Reno, ed è stato progettato dallo studio Labics, romano, studio associato che adoro soprattutto perché aderiscono a progetti sempre costruttivi. Sull’opera architettonica non c’è veramente nulla da dire: il complesso ospita un’area verde, varie sale dedicate a mostre temporanee, un grande atrio, una sala cinematografica e svariati laboratori. E’ il posto in cui chiunque vorrebbe lavorare, almeno dall’esterno. Le mostre sono sempre interessanti e molto spesso fotografiche, curate dal direttore artistico Urs Stahel. Bellissima anche la scultura site specific Reach di Anish Kapoor (di cui io ero all’inaugurazione!!!!). Arte accessibile a tutti e rigorosamente gratuita.


9. MACRO – Roma
A Roma esistono due istituzioni culturali contemporanee riconosciute a livello internazionale: il museo MACRO ed il museo MAXXI. Museo di Arte Contemporanea Roma il primo, Museo delle arti del XXI secolo il secondo. Due cantieri infiniti e superlativi, due architetti donna: Odile Decq da un lato, Zaha Hadid dall’altro.
Ora, mi dispiace schierarmi, ma devo farlo, anche perché ho un altro museo per il decimo posto, ed io sceglierò sempre Odile. Io amo la sua architettura, così pungente, così espressiva, così contemporanea tuttavia ragionata, pensata in funzione degli spazi, della collettività. Mi spiace, ma io Zaha Hadid non l’ho mai tanto sofferta. Ha fatto cose bellissime per carità, ma ha dato un’impostazione principalmente estetica all’architettura, l’ha spesso svuotata del suo significato sociale per votarsi al senso plastico e scultoreo (peraltro già fatto da altri e meglio), per questo io sceglierò sempre Odile. La sua scelta di mantenere il fronte storico dell’isolato dell’ex-mattatoio Testaccio per poi sventrare, quasi fosse ancora quella l’attività principale, la struttura per riempirla con le passerelle sopraelevate rosso sangue. E’ potente, come l’arte che ospita.
Ciò non toglie che il MAXXI abbia una programmazione e delle attività di tutto rispetto, tuttavia la mia scelta, in questo caso, è del tutto architettonica.


10. MADRE – Napoli
Il museo MADRE, nonché Museo di Arte Contemporanea Donnaregina, è un museo di tutto rispetto con alcune delle soluzioni più innovative, soprattutto dal punto di vista dell’inclusione, a livello nazionale. E’ ospitato nel Palazzo Donnaregina appunto ed è stato progettato da Alvaro Siza. Conoscete già questo nome perché ne abbiamo parlato nel post su Porto (Oh Porto) ed anche perché parliamo di uno tra i principali architetti contemporanei. Il suo lavoro è pulito e mediterraneo e si sposa benissimo con le esigenze di conservazione della struttura esistente, oltre che con quelle comunicative decisamente più pop. Ospita una grande collezione di arte contemporanea che contempla i maggiori nomi del secolo scorso ed ancora viventi. Purtroppo non posso ancora annoverarlo tra le mie conoscenze dirette perché nonostante sia per metà campana non sono ancora mai stata a Napoli. Era in programma una veloce visita estiva … chissà se si riuscirà. Al momento ci spero davvero!
Finita questa carrellata settimanale, spero di avervi invogliato a visitare il maggior numero di musei italiani possibili. Non sappiamo ancora come potrà essere questa esperienza, nuova sicuramente, non sappiamo nemmeno quando sarà, ma segnatevi ciò che più vi interessa e sicuramente prima o poi riusciremo a fruirne ancora!
Enjoy
F.T.