Eccoci qui!
Non sarete tutti in vacanza?!? Anche se lo foste, ormai la rete non ha più restrizioni e confini, perciò confido nel vostro tempo libero sotto l’ombrellone per avere qualche nuovo lettore.
“Parigi può attendere” è il titolo di un film che pare essere davvero delizioso e che io naturalmente non sono riuscita a vedere grazie alle elitarie politiche UCI. La regista è nientemeno che Eleanor Coppola, moglie di Francis e madre di Sofia, documentarista che a 80 anni ha presentato questa pellicola al Festival di Cannes lo scorso maggio. Il film racconta la storia della moglie di un famoso produttore cinematografico che, arrivata a Cannes per seguire il marito, si becca una bella otite che le impedisce di viaggiare con lui a Parigi e la costringe, invece, ad accetta l’offerta di un collega di lui, francese, di accompagnarla in auto. Pare che il viaggio duri molto più della giornata prevista inizialmente (d’altronde andavano occupate due ore!) e si colorisca di parecchie tappe fra la natura ed il buon cibo. Una lunga seduzione francese che non sappiamo come vada a finire, letteralmente. Che ci sia dell’autobiografico? Chissà! Fatto che sta le diverse recensioni uscite commentano dicendo che se venisse fuori una sponsorizzazione da parte del governo francese per il turismo, non ci sarebbe molto di cui stupirsi. Questo perchè naturalmente il percorso si svolge tutto all’intorno della costa azzurra prima e della Provenza poi, mostrando i tempi dilatati ed i piaceri della zona più mediterranea di Francia.
Condannabile? Direi proprio di no! Anzi, proprio qui volevo arrivare. Io sono da poco reduce da un viaggio in Francia con le amiche, inizio giugno per l’esattezza. Prima di quest’anno avevo visto soltanto Parigi, meravigliosa, romantica, ma del tutto diversa e vi dirò, può attendere sì!
Io sono rimasta entusiasta del nostro viaggio, tanto che, complice la Lonely Planet che mi fa acquistare una guida Francia Meridionale (e non solo Provenza), ho già programmato almeno altri tre itinerari per il futuro. Fatto sta che, al di là degli sguardi romanzati delle commedie romantiche americane (ricordiamoci sempre i film americani girati in Italia, per avere il giusto senso di distanza dalla realtà), il Sud della Francia mi si è rivelato, non solo inaspettato, ma anche terra di set per eccellenza. Basti pensare che in ognuna delle mie tappe si può ritrovare un grande titolo girato.
Ovviamente non servono sicuramente presentazioni nè alla costa azzurra nè alla Provenza, chic e mondana una, rilassante e profumata l’altra, sicuramente potreste trovare da soli tour e stimoli per un bel viaggio. Con il mio sguardo scenografico, io però ho deciso di raccontarvelo comunque, per darvi qualche indicazione ulteriore.
Tappa 1 – Grasse
Grasse è la città dei profumi ed anche la città del Profumo, il film del 2006 di Tom Tykwer che racconta la storia di un giovane apprendista che impazzisce per ricreare l’essenza della bellezza. Il film è stato girato tra Parigi e Grasse, ripercorrendo i suoi vicoli stretti e tortuosi. Il paesino in effetti si articola tra grandi spiazzi fioriti ed ordinati e piccoli vie acciottolate che si aprono in piazzette nascoste. Si trova a soli 30 minuti da Cannes, ma vi assicuro che l’atmosfera è decisamente diversa!
Sicuramente gli interni sono stati ricostruiti per il film, ma gli esterni sono stati girati tra la città ed il giardino del museo del profumo. Certo il film è un poco inquietante …e la città anche, ma molto caratteristica.
Tappa 2 – Verdon
Il Verdon è un fiume verde, qui si nota la grande originalità geografica francese! Quasi un ruscello per gran parte del suo letto, poi pian piano si allarga e sfocia persino in un lago, il Lac de Saint-Croix. Perchè è particolare? Perchè attraversa i cretti più alti d’Europa. Praticamente i gran canyon nostrani! Il paesaggio è davvero spettacolare e mozzafiato! La strada migliore per percorrere questa via impervia ha da un lato il paesino di Castellane (raggiungibile da Grasse in un’ora circa) e dall’altro quello si Moustier St. Marie. Al centro del percorso si può imboccare la famosa Route de Crete, strada a senso unico con moltissimi punti panoramici, non consigliabile se si soffre la macchina. Abbiamo infatti lasciato la costa per addentrarci delle Alpi francesi e lo stomaco ne potrebbe risentire! La vista, al contrario, sarà sicuramente appagata (a meno che non soffriate di vertigini) ed il paesaggio sembra quello disegnato per The lost future.

Tappa 3 – La Durance
La Durance è un’altro fiume, che questa volta è noto non per le scoscese strade che lo accompagnano, bensì per la vallata di Valesole. Sono le zone della lavanda, meravigliose e profumatissime, che consiglio a tutti di percorrere con il massimo della rilassatezza. Assolutamente nel nulla, dal Verdon alla Durance, troverete di tanto in tanto le insegne di fattorie o aziende agricole in cui comprare i prodotti tipici, come la lavanda appunto, il miele di lavanda, i formaggi e così via. Assolutamente imperdibile e costellato di piccole attrazioni segrete, come il Monastero di Notre-Dame de Ganagobie, dove i frati ancora vivono e coltivano prodotti in vendita nel piccolo negozio. Non vi hanno girato “Il nome della Rosa”, ma sicuramente la location vale la visita.

Tappa 4 – Aix-En-Provence ed Arles
Qui più che di cinema si parla di pittura: i paesaggi di queste città ispirarono infatti rispettivamente Cezanne e Vincent Van Gogh, e tutto lo ricorda! Oltre a poter visitare i percorsi tematici legati ai due artisti, basta osservare il colore della luce al tramonto per capire la suggestione che possono provocare. Inoltre Arles ospita uno dei maggiori festival internazionali di fotografia, Le rencontres, oltre 50 mostre dei nomi più grandi della fotografia e spazi dedicati alle nuove promesse. Quest’anno la manifestazione presenta una grande retrospettiva su Annie Leibovitz, che vi aspetterà fino al 24 settembre.
Anche se non siete amanti della fotografia, queste due città vi stupiranno per la loro visitabilità (sono di piccole dimensioni e facilmente percorribili) e per il loro aspetto così mediterraneo, più che francese, nel senso in cui noi lo immaginiamo. Consiglio vivamente di non perdervi i mercati, che sono un’esperienza sensoriale unica!
Tappa 5 – Luberon
Appena sopra ad Arles c’è un vasto Parco Naturale che accoglie piccoli villaggi non meno suggestivi delle più famose città di Aix ed Arles. Sicuramente più francesi e cercatamente più arroccati, hanno ospitato moltissimi film, sopratutto americani. Sono insomma territori che hanno quel giusto spirito ordinato e trasognato che uno straniero si aspetta dalla terra più romantica al mondo. Un po’ di decadenza, ma ben studiata per affascinare e tanto tantissimo viola! Un’ottima annata di Ridley Scott, è stato girato proprio in queste zone, in particolare del paesino di Gordes.

Tappa 6 – Pont du Gard
Eleanor lo mostra sapientemente: l’acquedotto romano che ogni architetto conosce. Il meglio conservato al di fuori dell’Italia. C’è poco da dire, è davvero imponente e spettacolare e per un po’ di avventura in più io ne ho sfidato le acque (per fortuna basse e tranquille) percorrendolo in canoa e passando sotto al ponte. Sicuramente una prospettiva diversa, faticosa, ma divertentissima. Il racconto di quest’avventura meriterebbe un post a sè, visto la mia abilità agonistica, ad ogni modo, il ponte si può anche tranquillamente percorrere a piedi. La regione inoltre vanta altre località di origine romana, ottimamente conservate, che io purtroppo non ho visitato e su cui non saprei darvi indicazioni. Vicino invece, ad Avignone, a luglio si svolge uno dei più importanti festival di teatro contemporaneo d’Europa.


Tappa 7 – Cannes
Lasciando ora le montagne, si può ritornare verso il mare. Attraversando di nuovo Arles, vi consiglio di non tralasciare la Camargue prima di ripartire, in particolare imboccando la strada che costeggia le foci del Rodano ed arriva alle Salin de Giraud (totalmente rosa a causa di un’alga). Tornando verso il confine italiano si percorre la Costa Azzurra, dove un paese è più chic dell’altro, ma Cannes rappresenta il cinema per eccellenza. Il festival avrebbe dovuto nascere nel 1939, in risposta a quello di Venezia, ritenuto troppo strumentalizzato dalla propaganda fascista, ma con l’invasione da parte di Hitler della Polonia fu “rimandato” al 1946. Da allora la storia del cinema è sicuramente legata a questa cittadina elegante che, tuttavia, continua la sua vita anche al di fuori dei mesi estivi (come non avviene invece per altre località limitrofe). Nelle vicine scogliere a Cap d’Antibes è stato girato Magic in the Moonlight, di Woody Allen, ma anche senza set effettivi, la costa qui è una location privilagiata dell’alta borghesia per eccellenza.
Cannes, inoltre, è a suo modo democratica, anche se la Croisette rimane proibitiva infatti, nessuno ci vieta di fare una bella passeggiata guardando l’Hotel Martinez, più o meno come Audrey beveva il caffè davanti alle vetrine di Tiffany … inoltre, svoltando la collina della città vecchia, le spiagge sono libere e tutti potremo sentirci V.I.P. per un giorno.
Tappa 8 – le Corniches
Caccia al ladro vi dice qualcosa? L’inseguimento della macchina di Grace Kelly sule strade tortuose e mozzafiato, Bene, tornando verso l’Italia, tra Nizza e Monaco, potreste provarne anche voi l’ebrezza e concludere così un lungo percorso cinematografico nel sud della Francia!

Per la cronaca, io non sono sponsorizzata dal governo francese, e neanche Eleanor in fondo credo lo sia. Semplicemente questi paesaggi si fanno amare, molto più percorrendoli che sostando attentamente nelle loro località. Il rispetto e la valorizzazione del territorio è davvero ad un altro livello rispetto a quella (scarsa) che noi conosciamo ed il turista si sente a casa ed in pace con sè stesso.
Spero di avervi fatto venir voglia quantomeno di viaggiare, che è la cosa più bella che ci sia! Altrimenti, c’è sempre un bel film!
Enjoy
F.T.
