Eccoci qui!
Quanto tempo è passato!!! E da quanto tempo attendo di parlarvi di una compagnia che mi è piaciuta moltissimo!
“Vento d’estate”, come tutti ricorderete, è la canzone di max Gazze che spopolò ormai (aimè) parecchi anni fa. Come sempre non è questo ciò di cui voglio parlare, piuttosto del brividino euforico che porta sempre con sè la stagione più calda dell’anno!
Con l’estate arriva un sacco di energia ed anche un sacco di eventi: concerti, festival, spettacoli all’aperto! Ciò naturalmente rende la mia vita ingestibile da marzo a più o meno metà agosto, tuttavia è davvero entusiasmante sbirciare programmi, farne di propri e comprare biglietti come se non ci fosse un domani.
Questo è quello che mi è successo le scorse settimane. Naturalmente mi sono concentrata su ciò che avevo più vicino in primis, con la programmazione di Concetrico, meraviglioso festival di teatro di strada che si svolge a Carpi questa settimana, con le mostre in zona e con la programmazione del delizioso teatro Sociale di Gualtieri.
Ora, chiamare delizioso questo piccolo teatro è quasi un’offesa, perchè in realtà si tratta di un capolavoro dell’architettura e di chi l’architettura la ama.
Pensate di arrivare in un piccolo paese metafisico per eccellenza, sperduto e pieno di nebbia, che come unica attrazione ha i quadri colorati di Ligabue, così accesi forse proprio per risvegliare il torpore e la percezione ovattata … di dirigervi nell’unica piazza, giusto sotto l’argine del fiume, perfettamente squadrata, contornata dal un meraviglioso palazzo, che sembra ancor più regolare, considerando le viuzze da cui vi si accede, con un bellissimo giardino verde centrale. Ora, viste le premesse, questo davvero sembra un Eden, invece è “soltanto” la piazza di Gualtieri, in assoluto il mio paese preferito della bassa reggiana, snobbato dai Gonzaga prima e da Peppone e don Camillo poi, per me racchiude un fascino indescrivibile.

Bene, arrivati qui, proprio all’interno di questo bel palazzo è stato salvato, da un gruppo di volontari locali, il bellissimo teatro di corte. Un’esperienza in senso contrario a qualsiasi regola, in quanto dimostra che la buona volontà e la costanze paga eccome. Questa volta non mi spenderò in mille descrizioni perchè credo che il Teatro Sociale sia un piccolo gioiello che vada scoperto di persona, è uno scrigno che ognuno di noi può aprire solo se vuole. Per farvi capire la portata del progetto basti pensare che è stato citato tra le migliori esperienze di riqualificazione urbana italiane alla scorsa Biennale di Architettura di Venezia.

In questo teatro “rovesciato” come lo definisce l’associazione stessa, in cui il pubblico siede sul palco e le performance avvengono sempre in modo diverso, proprio domani arriva una compagnia che è stata la mia personale scoperta dello scorso anno.
Il novembre scorso ormai, all’ormai famoso (almeno su questo blog) Teatro Pedrazzoli di Fabbrico, sono andata a vedere lo spettacolo ZOOMBITUDINE della compagnia Frosini Timpano.

Sono entrata in sala senza particolari aspettative, pensando che avei assistito ad uno dei tanti spettacoli che si presentano irriverenti, mentre si rivelano poco più che biricchini, oltre ad essere tutti portati alla stessa inutile denuncia. Con mio grande stupore invece, questo dinamico duo, mi ha fatto stupire, riflettere, improvvisare, ma sopratutto gioire, ma proprio ridere a crepapelle!
Finalmente una compagnia contemporanea che dice quello che deve dire sulla società con ironia schietta, senza inutili urla di provocazione, senza mettere in scena personalità borderline, senza schifare il pubblico – perchè altrimenti l’arte non è vera arte.
Beh, lo volete sapere un segreto? A me, attraverso una risata sincera, è arrivato ancora di più il messaggio … quella voglia di respingere le convenzioni e riprendersi la propria vita, quella riflessione sull’appiattimento generale, quell’accettazione della paura di non essere protetti da un sistema al contrario schiacciante.
In fondo, cosa più di una bella risata in effetti ci fa sentire vivi, cosa risveglia di più dalla noia e dalle realtà virtuali!

Beh, io da quello spettacolo sono uscita entusiasta e rinfrancata! Bello il testo, bella la scenografia, semplice e non scontata, non vedevo l’ora di riuscire in qualche modo a parlavene, ma non trovavo l’escamotage! Fino a quando non ho visto in programmazione per domani sera un altro loro spettacolo “Acqua di colonia” sull’Italia coloniale. Chissà che non riveli qualche altra inattesa scoperta tra una risata e l’altra. Perciò vi consiglio di andare se siete in zona, oppure di cercare subito una loro produzione e correre a vedere uno spettacolo di teatro contemporaneo come si deve!
Nel frattempo io cerco di capire se non c’è due senza tre e preparo il prossimo post per l’estate perchè ho ancora molte cose da raccontare di questo mese!
Enjoy
F.T.
