Silence, please

Eccoci qui!

Finalmente tutti a casa, tutti rilassati seppur accaldati, tutti senza pensieri incombenti, tutti con un moijto in mano e grandi progetti per la serata!
Io no … io, dovevo essere al mare, con le amiche, ma il destino ha deciso che avevo già fatto troppe vacanze per quest’anno … poi va a finire che mi abituo, compro un biglietto per Bali con tutti i miei risparmi e mi trasferisco sull’oceano! Perciò eccomi a scrivere di nuovo, dopo un piccolo periodo di abbandono dovuto, finalmente, non al lavoro, ma ai viaggi.

Eh sì, quest’estate mi sono rifatta per tutte quelle passate in laboratorio a sudare con un pennello in mano e il polistirolo attaccato alle membra! Perciò, considerato che ho iniziato il blog proponendomi di scrivere di luoghi, immaginati o reali che siano, dovrei farvi un super resoconto di tutte le tappe dei miei viaggi. In realtà non ne ho alcuna voglia oggi … anche se prometto di farlo presto.

Di cosa parliamo allora? Premettendo che ogni viaggio è personale e che ognuno accoglie in base al proprio stato d’animo del momento, sicuramente è vero che, in grandi alberghi di lusso così come con lo zaino in spalla, osservare altre realtà ci permette di riflettere sulla nostra, di cogliere differenze e similitudini, di godere di nuove scoperte, così come, talvolta, di rimpiangere quello che ci manca. Come sapete, io ho una passione/fissazione per i luoghi, forse dovuta alla deformazione professionale … osservo, scompongo, sintetizzo e rimescolo … ma quello che avrete notato è che la mia attenzione si focalizza quasi sempre sugli ambienti costruiti ed antropizzati. Mi piace guardare come una società funzioni e come si muova nei propri prodotti architettonici, ovvero mi piace osservare le città ed il loro funzionamento.

Quest’estate però mi sono concessa una tappa di tregua nel mio viaggio: andando a trovare una carissima amica che non vedevo da tempo, abbiamo dedicato cinque giorni del nostro tour della Croazia al riposo in una piccola isola molto naturalistica, Lastovo.
Cinque giorni immersa nella natura, senza qualsiasi mezzo di locomozione meccanico, computer, telefono (non prendeva) … solo noi, il mare, le montagne, i nostri piedi per camminare, i nostri occhi per guardare, la bocca per assaporare tutte le prelibatezze che solo gli isolani possono cucinare con quei pochi ingredienti e non ultime, le orecchie per sentire.

Ora … non dovrei essere io a descrivervi tutti i giovamenti che una persona può avere dal vivere su di un’isola … esiste una letteratura molto più specifica e fornita in merito! Però sicuramente posso raccontarvi quello che più mi ha colpito.

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Da architetto, quello che più mi ha impressionato è stato scoprire un paesino bellissimo, che guarda la valle invece che il mare, con tutte le case di pietra e le scalinate al posto dei vicoli, come se fosse una delle nostre località appenniniche del sud. Il Mediterraneo è davvero un modo di essere e di sentire, un modo di pensare e vivere, una cultura … troppo spesso guardiamo alle differenze, senza osservare quanto invece ci accomuni.

Da ragazza di trent’anni mi ha colpito il fatto che i bambini che nascono a Lastovo, ancora oggi finiscano la loro formazione elementare sull’isola, poi debbano “espatriare”, partire per la terraferma, lasciando famiglia ed abitudini, ma soprattutto che poi tornino! Con i loro nuovi affetti, magari per sposarsi o per pensare proprio là il loro futuro.

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Da scenografa mi sono rimasti dentro i colori e la luce … dei tramonti e delle albe mai viste, così nitide ed immense. Vivere su un’isola ti restituisce davvero la dimensione dell’infinito e della tua piccolezza. Essere circondati dal mare può sembrare molto bello in luglio, con i turisti e le attività vive ed aperte, ma come dev’essere una tempesta? Un’acquazzone, il mare infuriato, un incendio? Credo che solo in quelle situazioni si possa avere la percezione reale del fatto che siamo parte di un universo molto più grande, che non siamo noi a governare. Io sono abituata ai grandi spazi, sono una donna di pianura, i miei paesaggi non finiscono mai, non hanno limiti o riferimenti, sono in sintonia con la linea dell’orizzonte, ma mentre la terra sembra sempre in qualche modo proteggerti, il mare minaccia. Così ti guardi intorno e ti sembra di essere sbarcata su di un luogo ancora intriso di quel misticismo che solo gli antichi possedevano, che tra marinai ed isolani è rimasto, perchè quando sai di non avere il controllo sugli eventi, devi affidarti per forza a qualche dio.

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Da musicista, quale ero, di cui è rimasto molto nel mio modo di pensare, ho accolto il silenzio … o meglio … quello che noi percepiamo come silenzio, ma non lo è.
Vi siete mai resi conto di come, anche quando non parliamo, o cerchiamo tranquillità e relax, noi non siamo mai realmente in silenzio. Anche se ci mettessimo a riflettere a gambe incrociate per un’ora, come solo il mio guru di yoga sa fare, non saremmo mai immersi nel pieno silenzio. Neanche 4.55 di Cage sarà mai il pieno silenzio! Quando ci immergiamo poi nella natura per cercarlo, perchè pensiamo che basti allontanarsi dalla vita quotidiana, dall’ufficio, dal traffico, dalla città, è proprio il momento in cui non lo troveremo. Non lo troviamo affatto perchè la natura è viva, ogni elemento che ci circonda, proprio come noi produce dei suoni. Quando ero sull’isola le prime notti addormentandomi sentivo il rumore del mare, le onde, il vento, il richiamo degli uccelli notturni e dei delfini in lontananza. Tornando a casa di sera si sentivano i rumori della foresta, il ronzio degli insetti, il cra cra delle cicale, qualche inquietante verso di animale grazie al cielo non identificato. Di giorno si sentivano i motorini in lontananza, le navi che attraccavano al porto, le voci, i gabbiani, il miagolio di Salz (il gatto dei vicini, così rinominato vista la quantità di salsedine nel suo pelo!), i tuffi dei più mattutini.
Non sarà silenzio questo … ma quanto ci fa stare bene! Quanto ci fanno essere in pace i rumori delle vacanze … i ritmi che scandiscono la nostra estate! Pensiamo sempre alle sospirate ferie con gli occhi, il gusto, la pelle ed il cuore, ma quanto valore ha il cosiddetto “silenzio” , il rumore del mare, che sia in una spiaggia assolata o sotto un cielo buio pieno di stelle, oppure il suono dei sentieri di montagna con la propria vita brulicante e le scarpe da trekking che scricchiolano sulle pietre.

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Bè … presa dalla civiltà io ho troppo trascurato i luoghi che la natura ci offre e le loro suggestioni!
Vi dirò anche un’altra cosa … la prossima volta che sentirete la mancanza dell’estate, armatevi di scarpe comode o di una bici ed andate a farvi un giro per le campagne, sulle stradine bianche che passano in mezzo a distese di frumento o angurie (almeno da me) e vedrete che quel “silenzio” lo ritroverete e con lui anche la sensazione di essere vivi.

Già provato, fidatevi!

Enjoy

F.T.

Valli 011_mod

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