Eccoci qui,
c’era una volta la Pianura Padana, una specie di terra di mezzo per l’italico suolo, più abitata da suini e lucci che da elfi ed hobbit, ma comunque molto fertile, umida e sicuramente sotto il livello del mare. Tra le poche certezze per i suoi abitanti vi erano il lento scorrimento del Po, la nebbia, Don Camillo, Peppone e l’assoluta a-sismicità.
Ora c’è sicuramente meno nebbia, più inquinamento, rientriamo in zona 4 secondo D.M. 8 gennaio 2008, sbucano piccoli geyser sui terreni agricoli in concomitanza degli eventi sismici e in una notte scendono 40 cm di neve!
E’ bello vedere che, come le persone, anche i luoghi cambino, pur non perdendo del tutto la propria identità. Si mascherano un po’, in fondo siamo vicini al carnevale e la mia amata pianura ha deciso di trasformarsi in steppa siberiana!!!
In questa simpatica situazione, oltre ad aver vissuto senza luce, come facevano i nostri nonni, per un intero giorno ed ad aver fatto la rotta tre volte ieri davanti a casa, mi sono divertita a fotografare qua e là. Spero che le immagini vi piacciano. Sicuramente la neve aiuta ad allestire questo set degno del Dottor Zivago o di Anna Karenina (su cui presto torneremo )!!!
Oltre all’atmosfera da inverno russo, la cosa simpatica è stata l’isteria delle persone che non potevano comunicare via telefono, la totale assenza di internet e la scarsa capacità nel produrre calore! E’ come se ormai fossimo disabituati ai cambianti, cosa di per sè surreale se si pensa alla vita frenetica e globale che conduciamo. Possiamo andare in ogni luogo in pochissime ore, ma non riusciamo ad abituarci alla lentezza, nè siamo capaci di affrontare le più minime emergenze pratiche. Sarà che io avevo già vissuto l’emergenza neve in Romagna qualche anno fa (è arrivato l’esercito e mi cibavo di scatolette) o che, dopo essercisi congelati i tubi dell’acqua in laboratorio di scenografia, scioglievamo i colori in una pentolina con acqua scaldata dalla fiamma ossidrica (spero che nessun addetto alla sicurezza legga), ma a me, l’idea che sia il mondo a volte a fermarci, diverte.
Lo so, è disagevole, faticoso ed irritante pulire le strade, è scivoloso camminare a piedi e mille aghi ghiacciati ti si conficcano nei polpacci se anche solo ti fermi un minuto fuori dal supermercato (vuoto), ma in un certo senso è bello aver una scusa per fermarsi. Per guardare la neve che scende e si poggia così soffice, per tuffarcisi sopra e trovarsi con gli amici a bere una bella cioccolata calda dopo essere arrivati a fatica in piazza. E’ noto che perdere qualcosa cui si è abituati, ce ne fa capire l’importanza, ma non è esattamente questo che voglio dire (riferendomi soprattutto alla luce!!!). Penso semplicemente che, ogni tanto, anche il nostro mondo globale ed omologato si voglia distinguere, si riposa un attimo e ci fa restare indietro mascherandosi da qualcos’altro e riportandoci alla mente vacanze lontane in Lapponia o Islanda (mia cugina ne sa qualcosa).
Senza filosofarci troppo su … la neve ci fa tornare bambini, se non perchè giochiamo e ci tiriamo palle di neve, anche solo per il semplice fatto di stare un’intera giornata sotto il piumone, o leggerci un buon libro (se avete la luce), o suonare un po’, o indossare vestiti morbidi e colorati! Soprattutto fa saltare tutti nostri programmi, per motivi assolutamente innocenti e non gravi! Cosa c’è di meglio per scoprire qualcosa di nuovo, che perdere per un attimo la retta via?
In fondo, chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è certezza … e non lo dico io!
Spero che le fotografie, e la giornata di nullafacenza, vi sia piaciuta. Se da voi non è nevicato, beh … dedicatevene una!
Enjoy
F.T.








