Milano Boho

Eccoci qui!

Oggi sono a parlarvi di Milano! Non voglio farlo però con le solite guide alle nuove meraviglie architettoniche della città lanciata nell’EXPO. Milano è una grande città italiana. Anche se meno estesa territorialmente rispetto ad altre metropoli europee, del termine conserva sicuramente l’insieme di opportunità che offre a chi lì vive; economicamente, artisticamente e socialmente parlando.

Il mio rapporto con Milano è nato molto tempo fa: dopo il liceo, una mattina di settembre, mi sono recata in un affollatissimo Politecnico con mia cugina per tentare il test d’ingresso alla facoltà di architettura. Il mio motto è sempre stato: se bisogna puntare puntiamo in alto! Viste la quantità di aule impiegate e persone presenti, nonché la mia sempre crescente autostima, dopo aver risposto ai miei quiz ho pensato di iscrivermi a filosofia!
La sorte volle invece che passai il test e mi ritrovai iscritta al prestigioso Politecnico di Milano. Non ho frequentato l’università a Leonardo però, bensì nella sede distaccata di Mantova. Da allora ho sempre visto quella città a fasi alterne: alcuni giorni come il sogno che non si è avverato perciò lo desideriamo ancora, altri (principalmente quando vi ero presente) come città piovosa, grigia, frenetica e umida.

Finché, a settembre scorso, ho finalmente deciso di trasferirmi nel capoluogo lombardo per un po’. La ragione vera è stata l’iscrizione ad un corso, ma mi piace pensare che alla fine il mio destino mi porti a vivere nelle città che in fondo in fondo desidero, giusto per conoscerle meglio, per farmi un’idea al di là dei sogni.

Negli anni di studio ho viaggiato molto, sopratutto in Europa, quasi più che in Italia in effetti, e vivere finalmente a Milano me l’ha fatta apprezzare di più. Come molte altre grandi città, essa infatti offre diverse realtà dietro alla grande vetrina della piazza del Duomo e del quadrilatero della moda. Certo quella è la parte più lussuosa e rappresentativa, che ti fa sentire davvero figo mentre cammini lungo i suoi viali eleganti accanto a signore in pelliccia e fashion blogger con scarpe improponibili. Però Milano racchiude molti altri spazi che vi consiglio di visitare se volete conoscere la città più vera.

Io sono una romantica sognatrice, perciò in ogni città cerco sempre il quartiere Bohémien. Ognuna ne ha uno: Parigi ha Montmartre, Londra ha Soho, Berlino ha Kreuzberg (e anche su questo dovremmo discutere, ma non ora), New York ha l’East Village.

Milano ha Brera.

Siamo sicuri? Certo! C’è la Pinacoteca, il Piccolo Teatro, il Castello non lontano, il Parco Sempione con i bonghi (non siamo mica in Africa, grazie Elio), ci sono un sacco di studenti e moltissimi professionisti davvero originali, le vecchie piccole boutique ed addirittura qualche barbiere con schiuma superstite alla globalizzazione. Ma è questo essere bohémien oggi?

Quando si parla di Bohéme si pensa subito agli artisti squattrinati perché è così che storicamente il termine si è venuto a formare. La Bohéme di Puccini ne offre una, delle probabilmente più veritiere, storie strappalacrime, almeno per molti di quegli artisti  rimasti sconosciuti. I dipinti di Renoir, Degas e la scapigliatura italiana ne restituiscono l’immaginario visivo da cui ha tratto a piene mani la filmografia, mentre i versi pieni d’amore di Rimbaud e Baudelaire l’hanno resa così romantica.
In realtà, il termine francese “bohéme”, indica i gitani. Questo perchè per un’errata credenza popolare si riteneva che gli zingari provenissero dalla Boemia, regione della Repubblica Ceca. A testimonianza di ciò un’altra opera, Carmen, in cui lei, zingara, canta:

L’amour est enfant de Bohême,
Il n’a jamais connu de loi;
Si tu ne m’aimes pas, je t’aime;
Si je t’aime, prends garde à toi!

L’amore è figlio di zingari, appunto, e se il termine viene associato agli artisti è soltanto perché nella Francia del XIX secolo, artisti e poeti iniziarono a concentrarsi nei bassifondi, con le classi minori della popolazione, nel quartiere gitano, per dimostrare disprezzo verso gli ordini sociali ed anticonformismo.

Dopo di loro, tutto è stato molto più eccitante, perchè a noi ne sono giunti i racconti, le avventure e le credenze gloriose, anche se io, personalmente, non credo che se la passassero benone. Pertanto, oggi, la categoria di bohémien più conosciuta è quella dei giovani intellettuali, che adottano un proprio stile, del tutto originale, composto da capi firmatissimi totalmente personalizzati dai nuovi geni creativi ed abitano nelle zone di cui sopra, con affitti del tutto al di sopra delle possibilità di un giovane Rimbaud. Amatori, insomma, come li definisce Henri Murger, “borghesi che decidono di diventare Bohème per il divertimento di farlo. Spesso si annoiano e tornano ad essere borghesi” . D’altrocanto la somiglianza è notevole (mi perdoni la BB italiana, tutti hanno momenti difficili, non te ne vogliamo).

Boheme

Io però sono, aimè, una sognatrice ed appartengo a quelli che ancora oggi vedono i bohémien come “oiseaux rebels”, uccelli ribelli, persone libere che ambiscono ad qualcosa di più grande, di migliore e non si curano delle convenzioni sociali. Pertanto credo che i veri quartieri bohémien siano oggi le periferie, in fondo i bassifondi di allora. Gli ambienti underground che oggi qualificano l’essere metropoli e dove, effettivamente, gli artisti ancora si rifugiano quando squattrinati (ovvero quasi sempre, a meno che non siano di nobile famiglia!). Credo anche che questi siano i luoghi che veramente restituiscono la realtà e la capacità di accoglienza delle città. Non dico di farvi un tour per le periferie milanesi o di qualsiasi altra città, ma sono certa che se voleste tornare in una città già vista e scoprirne luoghi più sinceri, doveste andare proprio lì, con un occhio fisso alle borse e alle zone in cui effettivamente inoltrarvi.
Il quartiere dove io ho vissuto, a sud di Milano, appena prima di Abbiategrasso, e le vicine zone di viale da Cermenate e via Antonini, sono davvero mix culturali ormai e si qualificano, secondo me, tra i luoghi più bohémien di Milano. Oltre ad essere gli spazi residenziali più veri, dove probabilmente nel dopo guerra arrivarono molti immigrati dal sud in cerca di nuove prospettive ed oggi vivono i  nuovi migranti provenienti da tutto il mondo (Corvetto in fondo è poco lontano).

Viale Toscana

Sottopasso viale Toscana

Se non volete inoltrarvi così a sud, restate sui famosissimi Navigli, ora infagottati in reti rosse per i lavori sulla Darsena: ogni ultima domenica del mese si trasformano in una successione di allegri banchetti vintage ed aprono tutti i loro portoni che nascondono corti interne ed atelier davvero particolari, neanche foste a via Margutta, a Roma o a PortobelloRoad! Finché ci siete prendete via di Porta Ticinese ed arrivate alle famose colonne di S.Lorenzo. Otterrete una passeggiata tra piccole boutique creative e vi stupirete di quanto vicino al centro storico vi troviate.

Mercatini_Ripa di porta ticinese

Ripa di Porta Ticinese

Infine, se proprio siete cine-sognatori prendete il tram 4 da Cairoli ed andate verso Niguarda. All’altezza di via Farini vi sembrerà di essere nella New York di West Side Story. Sopra i palazzi di mattoni faccia a vista ci sono addirittura le insegne cinematografiche e pubblicitarie sbiadite.
Forse quello che dico è banale, oppure mi considererete una pazza scatenata, ma vi ho promesso luoghi fuori dal comune, anche perchè credo che ogni spazio abbia e meriti una propria dignità. Poi è facile amare Milano a Brera o in via Montenapoleone, ma l’essenza vera delle grandi città è il sogno di migliorare la propria condizione, per questo nell’Ottocento si spostarono dalle campagne. Per avere ambizioni ed aspettative bisogna sentire la mancanza di qualcosa, la creatività si sviluppa per evadere la realtà, se si ha già tutto sarà molto difficile sognare di avere di più.

Spero che vi piacciano queste foto che ho scattato nelle mie passeggiate esplorative pomeridiane!

Se vi va …. e se siete riusciti ad arrivare in fondo al mio flusso di pensieri … scrivetemi cosa ne pensate voi. Quali sono i posti più artistici delle città oggi?

Enjoy

F.T.

 

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